“Complimenti, lei ha vinto…”. Il ritorno delle truffe porta a porta
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Le truffe online? Ci sono, e in numero crescente. Ma gli imbrogli via stampa, posta e telefono restano ampiamenti diffusi. Tanto quanto i loro corrispettivi digitali. Con il valore aggiunto, si fa per dire, di infilarsi con più discrezione nelle case delle vittime: “In fondo – è il pensiero più comune – non siamo mica su internet”. Fa scuola il caso “Stappa e vinci”, portato alla ribalta da “Le Iene”: 40mila lettori incastrati in una vincita-farsa, con un danno superiore ai 100mila euro. E l’ annuncio era a disposizione sulla carta stampata, non nella casella spam dell’ indirizzo privato. Ogni anno, le associazioni di consumatori ricevono migliaia di segnalazioni. Vediamo alcuni casi-tipo. “Conosci questo numero? ” Tra le chiamate senza risposta, l’ utente ne trova una da un numero sconosciuto; richiama, magari più volte, niente da fare, suona a vuoto. Si riprova ancora. Nessun tentativo dà esito. Per chi chiama: ma chi sta “ricevendo” gli squilli incassa invece i proventi della telefonata, naturalmente a pagamento. È la truffa del “numero a sovrapprezzo”, poco nota ma molto diffusa. “Congratulazioni, lei ha vinto…” Il “vincitore” riceve una telefonata a casa. Un’ associazione che si presenta con una segreteria efficentissima, recapiti e mail d’ ordinanza, comunica alla vittima che è risultata assegnataria di un premio: una vacanza extralusso per due persone, una televisione al plasma, addirittura un’ automobile… La consegna, trattandosi di un’ associazione “seria” si tiene in un hotel, dalle quattro stelle in su. Il vincitore deve presentarsi con la famiglia, perché è giusto condividere i cari la gioia di una premiazione del nulla. Che, appunto, si conferma un nulla: una volta arrivato nell’ hotel (che di per sé non c’ entra nulla con i truffatori), la vittima è incalzata con proposte di acquisto. La pressione psicologica, alle volte, fa più del buon senso: anche perché l’ eventuale “moglie (/marito)” da chiamare è presente nella stanza, e le scuse per prendere tempo non attecchiscono. Alla fine, si esce effettivamente con un premio. Pagato a peso d’ oro ai propri persuasori. Nuove tecniche e vecchi vizi C’ è chi è particolarmente fantasioso, e accorto, nella realizzazione del raggiro. Una presunta “compagnia americana” su cui sta indagando la Codacons fa recapitare alla vittima la fattura di una valutazione della propria automobile. Che, naturalmente, la vittima non aveva mai richiesto. Il messaggio di approccio è rassicurante: “La ringraziamo per l’ ordine evaso, e di aver scelto il nostro affidabile sistema per la giusta valutazione dell’ autoveicolo targato…”. La targa corrisponde e sono riusiti a risalire al tuo codice fiscale: chi casca nell’ imbroglio paga il vaglia di 69,5 euro che gli viene inviato. Ci sono, infine, gli evergreen del caso: ad esempio, i tecnici che insistono per cambiare nelle residenze degli anziani i “salva-vita” (magari solo alcuni pezzi). Trascurando il fatto che il “salva-vita” in questione è perfettamente funzionante. Tante truffe, poche denunce Secondo i dati Codacons, solo una truffa su due viene denunciata. I motivi? Tanti. Le vittime, spesso anziane, sono intimorite dall’ intraprendere azioni legali, e considerano il raggiro un’ umiliazione da sottacere (e non segnalare). Codacons sta premendo perché Comuni e associazionia assicurativi, sull’ esempio di quanto già fa l’ Enel, scriva a chiare lettere di non fidarsi degli eventuali esattori porta a porta che spillano contributi ai clienti.
Alberto Magnani
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