8 Giugno 2013

L’ affare sigarette elettroniche In campo anche le big del tabacco

L’ affare sigarette elettroniche In campo anche le big del tabacco

 

 

Beatrice Bertuccioli ROMA SIGARETTE elettroniche nel mirino dei carabinieri del Nas. I carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni, nei primi cinque mesi del 2013, hanno sequestrato materiale per oltre 5 milioni di euro. E anche i big del tabacco, che vedono il loro guadagni assottigliarsi, minacciati dalla nuova rivale elettronica, si stanno rapidamente attrezzando per produrre le nuove e-cig, accanto alle sigarette tradizionali. DAL PRIMO gennaio al 31 maggio di quest’ anno, i Nas hanno sequestrato materiale per oltre 5 milioni, per un totale di 800mila sequestri. Denunciato all’ autorità giudiziaria 83 persone, mentre altre 31 sono state segnalate all’ autorità amministrativa. A far scattare i sequestri, sono state in genere violazioni alle norme sull’ etichettatura. Sono stati sequestrati, in particolare, 692.715 ?flaconi contenenti nicotina per sigarette elettroniche’, 11.409 ?kit di sigarette elettroniche, accessori e batterie’ e 90.935 ?ricariche per sigarette elettroniche senza nicotina’. «I sequestri riguardano soprattutto vizi di forma», sottolinea il presidente dell’ Anafe, l’ associazione dei produttori di ?e-cig’, Massimiliano Mancini. E li elenca: «Flaconi in cui viene riportato il sito internet del produttore (è vietato; si può scrivere solo il numero di telefono), frasi di rischio omesse (come ?da conservare sotto chiave’) o addirittura i pittogrammi, le etichette di pericolo, che avevano i lati di 7 millimetri anziché di 10». SI DICE favorevole ai controlli dei Nas, ma chiede che venga fatta per le sigarette elettroniche una normativa organica e coerente. In Italia i negozi di e-cigar si sono moltiplicati: ora sono 2000, per un giro d’ affari di 400 milioni di euro, con l’ 8% dei fumatori che ormai preferisce ?svapare’. Di recente si è avuto un rallentamento: «fisiologico», secondo Mancini, dopo un anno in cui la crescita era stata «del più 100% ogni mese». INTANTO il Codacons chiede che i Nas controllino anche i liquidi per le sigarette elettroniche commercializzate in Italia, per «verificare quali siano le sostanze reali al loro interno ed eventuali profili di pericolosità per i fumatori», oltre a sollecitare il ministero affinché estenda alle sigarette elettroniche i divieti in vigore per le sigarette tradizionali. Dopo il parere del Consiglio superiore di sanità, che ha invitato a estendere il divieto nelle scuole anche per gli ?svapatori’, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha annunciato che potrebbe arrivare, anziché la singola ordinanza, un provvedimento complessivo di aggiornamento delle norme sul fumo. E I PRODUTTORI di tabacco non vogliono assistere inermi all’ erosione dei loro guadagni, mentre altri si arricchiscono. Così si sono già buttati sul nuovo affare che, secondo Goldman Sachs, nel 2012, ha fruttato negli Stati Uniti 300 milioni di dollari e potrà raggiungere nei prossimi anni il miliardo di dollari. Reynold American, produttore dei marchi Camel e Pall Mall, ha appena lanciato la versione elettronica dei suoi prodotti, e Altria, produttore di Marlboro e prima compagnia del tabacco degli Stati Uniti, ha annunciato di essere pronta a lanciare la sua versione elettronica entro la fine del 2013. L’ industria del tabacco è ancora una macchina da soldi che frutta, negli States, 90 miliardi l’ anno, ma continua a perdere ogni anno il 3 per cento dei consumatori, mentre quello delle sigarette elettroniche è un mercato in costante crescita.

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