5 Giugno 2013

Sigarette elettroniche, linea dura «Vanno vietate nelle scuole»

Sigarette elettroniche, linea dura «Vanno vietate nelle scuole»

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Silvia Mastrantonio ROMA È ARRIVATO il parere del Consiglio superiore di Sanità ed è un ‘pollice verso’ per la sigaretta elettronica. Almeno nelle scuole. Il prossimo passo sarà, probabilmente, il pronunciamento del governo nel senso dell’ introduzione di restrizioni. Perché il parere parla della necessità, in primo luogo, di vietarne l’ uso all’ interno delle scuole, per i minori e per le donne in gravidanza. Come accade per la classica ‘bionda’. Anche se si tratta di un parere non vincolante è indubbio che il ministero della Salute lo terrà in debito conto, anche sulla scia di quanto ha appena fatto il governo francese. A questa nuova politica restrittiva, si ispira il pronunciamento del Consiglio che richiama la «miglior evidenza scientifica, la protezione delle fasce deboli e le azioni del governo francese». IN SINTONIA si era già espressa l’ Aifa, Agenzia italiana del farmaco: «Tutto ciò che contiene materie prime farmacologicamente attive deve essere considerato farmaco e anche le sigarette elettroniche dovrebbero essere regolamentate secondo la Direttiva concernente i prodotti medicinali». Ancor di più pesano le parole di Silvio Garattini, direttore dell’ Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, che si esprime a favore della stretta di vite francese. «Ci vuole una regolamentazione più rigida anche in Italia – sottolinea il professore – perché non si sa con certezza quanta nicotina viene aspirata con la sigaretta elettronica. E poi ci sono modelli che rilasciano nicotina e altri che impiegano sostanze chimiche che producono la sensazione di aspirare vaniglia, fragola o cioccolata e non ci sono studi che attestino la sicurezza di questi composti». Il tasto su cui più insistono gli studiosi e che rappresenta il fulcro del parere del Consiglio superiore di Sanità, è quello su giovani e giovanissimi. Se la Francia ha optato per il divieto nei locali pubblici come avviene per le sigarette normali, il Css insiste sulla necessità di introdurre le restrizioni nelle scuole. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha preso tempo per approfondire la questione ma la decisione potrebbe non tardare molto. «Si tratta di una materia molto complicata», aveva premesso il ministro. SE IL CODACONS plaude all’ ipotesi di un divieto esteso a tutti i luoghi pubblici, per i produttori di sigarette elettroniche l’ idea è senza fondamento. «Consigliare un provvedimento che vieti l’ utilizzo delle sigarette elettroniche nei locali pubblici, senza uno straccio di studio scientifico, è incomprensibile e surreale». È quanto sostiene l’ azienda produttrice di e-cigs Ovale, la principale del settore in Italia e in Europa. Condividi l’ articolo.

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