5 Giugno 2013

Occhio fumatori, farsi l’ e-cig al bar diventerà reato

Occhio fumatori, farsi l’ e-cig al bar diventerà reato

ELISABETTA ESPOSITO Per mesi abbiamo visto stringere tra le dita della gente, nei locali, negli uffici, nelle scuole, quest’ oggettino di plastica con tanto di nuvola di fumo. Ma le cose sono destinate a cambiare: dopo essere state tassate, le sigarette elettroniche verranno presto vietate nei luoghi pubblici. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha, infatti, deciso di seguire le indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità (Css) che ieri ha espresso tutte le sue perplessità sul consumo delle e-cig. La loro vendita, ricalcando il modello passato qualche giorno fa in Francia, verrà vietata ai minori di 18 anni e nelle scuole e ne andrà regolamentata la pubblicità, chiarendone i rischi in particolare per le donne incinte, visto che comunque contengono nicotina. Numeri da e-cig Secondo un’ indagine dell’ Istituto Superiore di Sanità-Doxa, in Italia sono 500 mila i consumatori di e-cig, soprattutto giovani. Nella fascia 15-24 anni sono infatti più del doppio rispetto a chi fuma le tradizionali. Ci sono però una serie di considerazione che rendono questo dato meno accattivante. Soltanto il 10% dei “fumatori elettronici” ha detto addio alle “bionde”. Sei su dieci ne hanno ridotto il consumo e circa il 22% non ha cambiato abitudini, aggiungendo, magari proprio nei luoghi in cui il tabacco è vietato, la nuova sigaretta alla classica. Le reazioni La novità è già stata applaudita dal Codacons, che da tempo sollecitava il governo a intervenire per «eliminare ogni rischio di diffusione di sostanze tossiche e nocive per la salute dell’ uomo e dell’ ambiente». In particolare, sottolinea il presidente Rienzi, «la comunità scientifica non ha ancora l’ assoluta certezza della non nocività della sigaretta elettronica. È illogico dunque considerare che il divieto di fumo nei luoghi pubblici non si riferisca, per analogia, anche alle e-cig. Ora dovranno scattare i controlli nei luoghi pubblici e le seguenti multe». Decisamente irritata la reazione delle case produttrici di sigarette elettroniche: «Consigliare un provvedimento che ne vieti l’ utilizzo nei locali pubblici senza uno straccio di studio scientifico è incomprensibile e surreale – dicono all’ Ovale – ci aspettiamo che ora il Css promuova il divieto di stare vicino ai ferri da stiro o alle pentole a pressione che ugualmente emettono vapore». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

elisabetta esposito

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