5 Giugno 2013

Sigarette elettroniche arrivano i primi paletti

Sigarette elettroniche arrivano i primi paletti

Maria Emilia Bonaccorso Roma. Verso una stretta sulle sigarette elettroniche: il Consiglio Superiore di Sanità propone di vietarne l’ utilizzo nelle scuole, di regolamentare la pubblicità, al momento molto forte, e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino. E gli esperti segnalano anche l’ opportunità di raccomandare che le sigarette non siano utilizzate in gravidanza o in allattamento. Ma per ora si tratta solo di una indicazione, seppur autorevole, che diventerà norma solo qualora il governo dovesse decidere di adottare le misure proposte dal suo massimo organismo consultivo sanitario. Gli esperti del ministero si sono avvalsi anche del contribuito dell’ Agenzia del farmaco e delle rappresentanze delle industrie. Valutate anche le motivazioni della scelta francese per lo stop dell’ utilizzo nei luoghi pubblici. Per ora gli esperti ritengono che non esistano le conoscenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali «per funzione». Gli esperti hanno raccomandato al Ministero di costituire un tavolo permanente dove far convogliare le diverse fonti di dati ed osservatori, «progettare iniziative informative sui potenziali pericoli legati all’ uso di questi strumenti e promuovere attività di ricerca e studio sui vari aspetti della problematica». Inoltre il Consiglio ha raccomandato di mantenere il divieto di vendita ai minori di anni 18 delle “e-cig” con presenza di nicotina e alcune prescrizioni nelle etichette, con precise informazioni da fornire al cittadino. Per non dimenticare il controllo e il monitoraggio di possibili sovradosaggi da nicotina. Il Consiglio si è riservato di riesaminare la questione non appena si rendano disponibili a livello nazionale e internazionale nuovi e rilevanti elementi. Interviene anche il Codacons: «Se un prodotto è pericoloso per la salute, – afferma Carlo Rienzi – non ha alcun senso vietarne l’ utilizzo unicamente in un solo ambiente come sembra aver deciso il Css». Secondo il Codacons quindi il divieto per le sigarette elettroniche va necessariamente esteso a tutti i luoghi pubblici. «Adesso intervenga il ministro Lorenzin con una norma a tutela – rincara il Moige – e ci sembra un passo importante verso la consapevolezza che i minori vanno tutelati anche dalla sigaretta elettronica, che merita una piena equiparazione alla sigaretta tradizionale». Ma ci sono anche opinione opposte. «Consigliare un provvedimento che vieti l’ utilizzo delle sigarette elettroniche nei locali pubblici, senza uno straccio di studio scientifico, è incomprensibile e surreale». Lo afferma in una nota l’ azienda produttrice di ecigs Ovale, la principale del settore in Italia e in Europa, commentando il parere che il Consiglio Superiore di Sanità ha fornito al ministro Beatrice Lorenzin. «Ci aspettiamo – prosegue l’ azienda – che il Css raccomandi anche il divieto di utilizzo dei vaporizzatori nelle discoteche, il divieto di stare vicini ai ferri da stiro o alle pentole a pressione che ugualmente emettono vapore». «È paradossale che il Css abbia richiesto il contributo dell’ Agenzia del Farmaco per un prodotto che, come è evidente a tutti, non ha nulla a che vedere con i farmaci, essendo la sigaretta elettronica, di per sé, niente altro che una batteria, una resistenza, un serbatoio e un atomizzatore, tutti prodotti esclusivamente tecnologici». «Per quanto ci riguarda, ben vengano le raccomandazioni del Css relative alle precauzioni di utilizzo per le donne in gravidanza e i minorenni, che Ovale già mette in pratica da sempre. Chiaramente, il divieto di utilizzo nelle scuole è ovvio». «Speriamo che il Governo, e il ministro Lorenzin, vogliano tenere conto anche delle nostre posizioni e voglia ascoltare chi questo prodotto lo ha introdotto, sviluppato e sta investendo nella ricerca. Auspichiamo che si tenga conto anche degli indirizzi positivi che arrivano dall’ Unione Europea». 05/06/2013.

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