Tante reazioni dopo lo sversamento di 1 tonnellata di idrocarburi dall’ impianto Topping
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fonte:
- La Sicilia.it
Le prime notizie sull’ incidente al Topping sono uscite fuori dalle mura del Petrolchimico alle 7 quando gli operai dell’ indotto avvicinandosi allo stabilimento hanno percepito l’ acre odore di idrocarburi. Una vera e propria invasione di cattivi odori. Poi le telefonate agli amici per dare l’ allarme. Pian piano il fiume Gela ha cambiato colore: da azzurro a nero. Quel combustibile uscito dalla Raffineria ha raggiunto in poco tempo il mare. “E’ un disastro- ha detto Saverio Di Blasi – ancora non stanno facendo nulla. Si devono sbrigare”. Il presidente dell’ associazione Aria Nuova è stato uno dei primi a giungere sul ponte del fiume Gela, era insieme ad Emanuele Amato con il quale hanno iniziato a fotografare. Sul ponte c’ erano già i vigili del fuoco il cui caposquadra ha contattato più volte il comando provinciale. Una vera e propria emergenza ambientale. Poco dopo le 8 i primi dipendenti dell’ Eureco hanno iniziato le operazioni di contenimento. Un operaio addirittura si è buttato a mare per stendere il più possibile la fascia di panne galleggianti assorbenti. Da solo in mezzo al fiume nero che pian piano lo ha coperto. Operazioni difficili da portare avanti, il tam tam è proseguito per mezz’ ora circa. Poi il fiume Gela è diventato meta di tanti curiosi, in molti hanno gridato allo scandalo, all’ inquinamento marino, mentre la macchia nera pian piano si estendeva a mare aperto e le imbarcazioni antiinquinamento erano già a lavoro. Tre ore dopo l’ allarme il ponte sul fiume Gela è diventata la base operativa delle forze dell’ ordine, in particolare degli uomini della Capitaneria di Porto che coordinavano le operazioni. Tensione alle stelle, tra gli addetti ai lavori, tanti occhi puntati. Con il trascorrere del tempo alcune vie di fuga sono state bloccate completamente. L’ aria era irrespirabile, alcuni hanno accusato bruciori alla gola. Quasi contemporaneamente il primo comunicato stampa inviato dai segretario provinciali di Filctem, Femca e Uiltec con il quale i sindacati “ritengono grave e non giustificabile il disservizio. Non e’ ammissibile una perdita di prodotto in uno scambiatore che pare sia stato manutenzionato durante il periodo di fermata, mentre l’ Ugl vuole capire cosa sia realmente successo. In via Fiume Gela il via vai di persone, dai tecnici della Raffineria alle forze dell’ ordine. Poi l’ arrivo del sindaco Angelo Fasulo e dell’ assessore all’ ecologia Giuseppe Ventura. Nel frattempo le immagini del disastro ambientale hanno iniziato a fare il giro del web. “Abbiamo fatto tanto per rilanciare la nostra città – ha detto Sandra La Terra- è bastato veramente poco per perdere tutto”. Nel frattempo la puzza ha continuato ad invadere la zona interessata dallo sversamento, in via Generale Cascino le pompe idrovore sono state attivate per risucchiare il petrolio presente a mare e le chiazze nere sono comparse sulla spiaggia. In serata tanti commenti. Una class action volta a far ottenere un risarcimento ai gelesi per il danno ambientale subito e i rischi sanitari cui sono stati esposti l’ ha proposta il Codacons, mentre l’ Ona (osservatorio nazionale amianto) aspetta che si faccia piena luce su quanto accaduto in quanto l’ ambiente e la salute sono beni primari rispetto ai quali l’ Eni deve dare risposte precise. Il fiume Gela in serata è stato trasformato in meta turistica. Mai così tante macchine parcheggiate nel tratto di strada da dove si vede il mare. Ieri sera poi la protesta spontanea dei cittadini, degli attivisti del No Muos, qualche curioso anche in questo caso. Una vera e propria marcia verso la Raffineria dove non sono mancate accuse ed offese nei confronti della dirigenza. Ma anche tanta tensione quando un ragazzo ha superato i vigilantes e si è diretto per andare a prendere la bandiera gialla con il “cane a sei zampe”. Non c’ è riuscito nella missione, ma i più grandi sono dovuti andare in suo aiuto mentre gli agenti di Polizia lo identificavano. L’ on. Federico ha richiesto un’ audizione alla quarta commissione, l’ on. Trizzino ed i Grillini si sono scagliati contro l’ Eni per i danni che fa e le bonifiche che non fa. l. m. 05/06/2013.
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