4 Giugno 2013

Nuova Sars, cresce l’allerta

Nuova Sars, cresce l’allerta

 

Sandro Bennucci FIRENZE SAREBBE poco virulento, il virus della nuova Sars: ma altamente trasmissibile. Nel giro di tre giorni, i ricoverati sono saliti a dieci. Significa che altre sette persone risultano malate. A quanto pare dopo aver avuto contatti con l’ uomo di 45 anni rientrato dalla Giordania con la sindrome da coronavirus . Che prima avrebbe contagiato la collega che lavora nello stesso albergo, poi la nipotina, ricoverata al Meyer. Ma evidentemente altra gente ha, in qualche modo, avvicinato questo signore che tossiva e aveva la febbre. Gli esperti sostengono che non basta uno starnuto per correre rischi, però fra coloro che risultano sotto osservazione ci sono anche il medico e i tre infermieri di Santa Maria Nuova, l’ antico ospedale nel cuore di Firenze, che hanno soccorso il viaggiatore di ritorno dalla Giordania. La beffa? Il primario, informato del caso, ha pensato di far trasportare il 45enne a Careggi. Dov’ era in servizio suo figlio, infettivologo. Risultato? Ora anche lui è «osservato» per pericolo di contagio. Il reparto malattie infettive di Careggi, diretto dal professor Alessandro Bartoloni, è sotto pressione. I casi di pazienti sotto sorveglianza sono aumentati in maniera esponenziale: superano il centinaio. Ai quaranta segnalati sabato, ieri se ne sono aggiunti sessanta. E alcune decine di persone ? a quanto pare passeggeri ed equipaggio dell’ aereo che ha viaggiato dal Medio Oriente trasportando l’ uomo colpito da Sars ? sono stati rintracciati e tenuti sotto osservazione diretta del ministero, a Roma. Rischio epidemia? Tutti gli ospedali fiorentini sono in stato d’ allerta. Però le autorità tranquillizzano. Sostengono che, per avere qualsiasi certezza, bisogna aspettare 10-12 giorni. Tuttavia, dai primi accertamenti, pare che questa nuova mega-influenza che fa paura abbia capacità di passare rapidamente da una persona all’ altra, ma resiste poco e risulta più curabile delle precedenti «ondate» di Sars, dagli effetti letali. PROPRIO le «pericolosità attenuata» del virus, fa apparire ottimista Giuseppe Ruocco, direttore generale del ministero, che ieri, a Careggi, ha partecipato a un vertice con l’ unità di crisi organizzata dall’ assessore regionale, Luigi Marroni. Secondo il dottor Ruocco i focolai si sono sviluppati in ospedale e nelle famiglie e il ministero non sarebbe stato colto di sorpresa: a metà maggio era stato allertato dall’ Organizzazione mondiale della sanità del rischio che da alcune nazioni mediorientali sarebbero potute arrivare persone colpite dalla malattia, identificata con il nome di Mers. Il ministero, a sua volta, aveva sensibilizzato le Regioni attraverso una circolare che metteva in guardia sulle sindromi respiratorie gravi. Tutto liscio? No, il Codacons, comitato per la difesa dell’ ambiente e dei consumatori, sostiene che, in Italia, il pericolo infezione è stato sottovalutato. Per questo ha deciso di presentare un esposto alla procura di Roma, chiedendo di aprire un’ indagine per l’ ipotesi di «epidemia colposa e omissioni d’ atti d’ ufficio». Obiettivo? Verificare se vi siano «responsabilità delle autorità sanitarie in relazione ai contagi». IL PRESIDENTE del Codacons, Carlo Rienzi, accusa: «Dal 14 maggio avevamo chiesto al ministero di attivarsi per evitare il diffondersi della malattie nel nostro Paese, ma le istituzioni si sono limitate a rassicurare gli organi d’ informazione senza prendere misure efficaci». La versione ministeriale, l’ abbiamo detto, è tranquillizzante. Oggi arriveranno a Firenze gli esperti dell’ Istituto superiore di sanità per valutare la situazione insieme ai colleghi di Careggi. Che comunque hanno già inviato a Roma i campioni prelevati sia ai nuovi malati, sia alle persone sotto sorveglianza. «Le condizioni dei pazienti ricoverati sono buone e i sintomi che presentano non sono preoccupanti», ha scritto la Regione nel bollettino ufficiale diramato ieri. Aggiungendo che «la situazione epidemiologica è sotto controllo». Ma le persone da valutare sarebbero ancora tante. La speranza? Che i «sorvegliati» non abbiano sintomi. Vorrebbe dire che il virus è davvero «debole». Conclusioni che sarebbe tuttavia incauto trarre prima di una dozzina di giorni. Intanto, oggi, varrà la pena ascoltare gli esperti romani. Continuando a cercare altre persone entrate eventualmente in contatto con l’ uomo di 45 anni dopo il ritorno dal suo viaggio. [email protected].

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