28 Maggio 2013

In Italia le bollette più care dell’ Ue

In Italia le bollette più care dell’ Ue

luce e gas: in Italia le bollette più care dell´unione europea Roma. Tra la seconda metà del 2011 e la seconda metà del 2012, secondo uno studio Eurostat le famiglie italiane hanno visto salire la bolletta della luce dell’ 11,2% e quella del gas del 10,6%, contro una media europea di crescita rispettiva del 6,6% e del 10,3%. Gli incentivi per le rinnovabili e gli oneri di sistema fanno volare le bollette della luce. Questi dati, a giudizio del Codacons, confermano che in Italia abbiamo le bollette di luce, gas, telefono, mutui bancari, conti correnti, polizze di assicurazione e carburanti più cari d’ Europa. La spesa per bollette si porta via il 10% del reddito. La classifica del caro bolletta in valori assoluti vede il nostro Paese sul podio, dopo la Germania con la percentuale del 23%, mentre le bollette più leggere si trovano in Bulgaria, Romania, Estonia. Fin qui per l’ energia elettrica. Per il gas, l’ aumento più forte si è avuto nelle Repubbliche Baltiche (Lettonia ed Estonia) con percentuali superiori al 20%. I prezzi più bassi si registrano in Romania, Slovacchia ed Estonia, mentre i più alti riguardano Svezia, Danimarca e Svezia. A giudizio dei consumatori, il governo dovrebbe intervenire per aumentare la concorrenza e sconfiggere i monopoli. Ma non basta la privatizzazione. Bisogna ridurre le varie imposte, accise e addizionali che incidono sulla bolletta finale, eliminando le voci che incidono sui costi, come le commissioni e le spese di chiusura dei contratti. Secondo un’ indagine dei consumatori, le tariffe pubbliche continuano ad aumentare a ritmo molto sostenuto, più alto del tassi d’ inflazione. Le bollette del gas hanno avuto un rincaro dell’ 8,9%. Le tariffe ferroviarie sono cresciute dell’ 8,7%. Solo l’ energia elettrica e l’ acqua sono andate contro corrente, con ribassi dello 0,4% e dell’ 1,2%. Il dato più significativo è il forte aumento delle tariffe di competenza delle Regioni e degli Enti locali, mentre quelle controllate dal governo centrale hanno segnato aumenti del 6,3%. Gli aumenti tariffari hanno colpito di più le piccole imprese, cioè i lavoratori autonomi (artigiani e piccoli commercianti) che pagano le utenze due volte: la prima come gestori di attività economiche e la seconda per le utenze domestiche. Le tariffe colpiscono i consumi necessari, diventano un balzello per la spesa delle famiglie, cioè le voci che non sempre si possono individuare nel famoso “carrello della spesa”. Il caro-tariffe incide sul potere d’ acquisto delle famiglie e sui loro bilanci. L’ Istat segnala un indice di inflazione più alto “per la spesa di tutti i giorni”, rispetto all’ indice generale. Infatti nessuno acquista un’ auto il giorno, ma gli automobilisti fanno benzina almeno una volta la settimana. Le tariffe fanno parte della spesa di tutti i giorni, con velocità doppia o tripla rispetto all’ inflazione. Lo Stato dovrebbe bloccare le tariffe – dicono i consumatori – ma è difficile farlo se le tariffe sono il sostituto dei vecchi trasferimenti. Purtroppo, paghiamo anche l’ Iva sull’ Iva (vedi bollette elettriche e del gas). Un’ addizionale che fa salire i prezzi dell’ energia in Italia. Paolo R. Andreoli 28/05/2013.
       

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