La Pet Tac non c’ è, Regione condannata
-
fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – Arriva anche la terza sentenza favorevole ai pazienti oncologici costretti a rivolgersi a un istituto privato, il Calabrese di Cavallino, per sottoporsi all’ esame della pet-tac in tempi ragionevoli. Il giudice Eleonora Dell’ Anna ha condannato la Regione Puglia al rimborso delle somme spese da altre cinque persone affette da patologie tumorali che hanno dovuto sostenere l’ esame pet-tac con risorse proprie. La sentenza dell’ altro ieri segue di alcuni mesi le prime due a firma dei giudici Luigi Piro e Antonella Santoro. Per il Codacons di Lecce, la cui responsabile provinciale è Maria Luisa Carpentieri, che sta seguendo una cinquantina di casi dello stesso genere, quella emessa l’ altro ieri è una «importantissima pronuncia in favore dei diritti civili degli ammalati oncologici salentini». Nel corso dell’ udienza si è accertato, tramite l’ ascolto di alcuni medici impegnati nella lotta ai tumori, che l’ esame pet-tac è insostituibile per quel genere di patologia e che nelle strutture pubbliche presenti in Puglia – l’ ospedale «Antonio Perrino» di Brindisi e il Policlinico di Bari -, le liste di attesa superano i tre mesi dal giorno della prenotazione. Il giudice ha ritenuto che tale intervallo sia incompatibile con le esigenze di celerità derivanti direttamente dalle patologie neoplastiche e ha quindi respinto la tesi sostenuta dalla Regione Puglia, secondo la quale gli attori avrebbero potuto eseguire l’ esame nelle altre strutture pubbliche pugliesi. La Regione Puglia dovrà ora rimborsare le somme entro 120 giorni dalla notifica della sentenza. A novembre dello scorso anno e a gennaio scorso, la Regione è già stata condannata per le stesse ragioni. Per dieci pazienti, i giudici hanno stabilito un rimborso di mille euro ciascuno – una cifra pari a quanto speso per sottoporsi alla pet-tac nell’ istituto Calabrese – per gli esami sostenuti tra gennaio e marzo del 2011. Proprio in quel periodo, l’ istituto Calabrese non eseguiva l’ esame in regime di convenzione per mancanza di copertura finanziaria da parte della Regione. Per uno dei pazienti risarciti alcuni mesi fa, la somma è stata consegnata agli eredi. L’ uomo, che aveva 43 anni e viveva in provincia di Lecce, è morto prima di poter conoscere l’ esito della sua richiesta di rimborso. Episodio che conferma quanto sia necessario, in caso di insorgenza di tumori, diagnosticare il male in tempo e cominciare al più presto le cure. La battaglia del Codacons prosegue. Altri pazienti attendono che i loro casi finiscano davanti ai giudici di pace per veder riconosciuti i propri diritti. Ma la speranza vera è che la provincia di Lecce si doti al più presto di una pet-tac per soddisfare le richieste dei pazienti e impedire loro anche il disagio della trasferta fuori provincia, oltre al danno economico. Francesca Mandese RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
