24 Maggio 2013

Pini abbattuti per il restyling, infuria la polemica

Pini abbattuti per il restyling, infuria la polemica

        

Daniele De Somma POMIGLIANO. Piazza Primavera torna ad essere il focolaio delle polemiche cittadine, questa volta l’ oggetto del contendere sono i pini mediterranei di piazzetta XV Aprile, piccolo spazio adiacente alla ben più famosa piazza del centro pomiglianese, tagliati in nome di un progetto di ristrutturazione dell’ area che culminerà con l’ intitolazione della piazza del centro cittadino all’ ex Presidente della Repubblica Giovanni Leone, come ha stabilito la giunta guidata dal sindaco Lello Russo (Pdl). «I pini – dicono fonti interne all’ amministrazione – sono stati tolti perché le radici stavano trapassando il cemento, con danni che sarebbero diventati gravi. Ovviamente il tutto è stato fatto solo dopo aver interpellato agronomi competenti in materia». Ma non è bastato questo a placare gli animi di cittadini e ambientalisti: il blog del Movimento 5 Stelle locale, Pomigliano.org, scrive: «Piazza Primavera non sarà più come prima», un titolo che fa riferimento anche al cambio di nome, per il quale si aspetta l’ ok della Prefettura. Il post ricorda diversi episodi simili, dalla scomparsa dei pini di Viale Alfa, presenti in tante foto delle manifestazioni operaie, agli alberi tagliati in via Nazionale delle Puglie e in via Roma. «Per un albero la vita a Pomigliano è davvero dura» concludono i grillini pomiglianesi. Per quanto riguarda il cambio di nome alla piazza i cittadini pomiglianesi appaiono per lo più contrari o indifferenti. «È in atto un vero ?lifting ingiustificato? ? commenta Mino Iorio, responsabile del Codacons locale – per deformare quanto è stato fatto da chi ha preceduto. Piazza Primavera è un luogo funzionale, che non presenta particolari emergenze, a differenza di altre opere pomiglianesi, come il Parco Giovanni Paolo II o la rotonda Dalisi. Il Codacons monitorerà questi sfregi amministrativi che non hanno alcuna motivazione, se non quella di andarsene a casa a fine mandato con la soddisfazione di lasciare un’ impronta formale sulla città. Tutto questo poi succede in piena crisi umana e sociale, in un momento storico in cui i cittadini affrontano l’ emergenza lavoro, che qui, più che in altri posti, si è fatta sentire con grande violenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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