Drogati di gioco Record in 4 mesi
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fonte:
- Il Gazzettino
Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa degli utenti e dei consumatori) ha presentato un esposto ai Nas, alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza chiedendo di aprire una indagine sulle sale videolottery aperte in regione. C’ è subito da dire che la provincia di Pordenone sul territorio regionale è una delle aree in cui la presenza di videolottery e slot è tra le più alte. Complessivamente sul territorio sono state rilasciate 23 licenze di videolottery. Non tragga però in inganno il numero che sembra esiguo. Già, perchè complessivamente ci sono ben 650 locali (sale giochi, circoli privati, bar, corner, ricevitorie, sale scommesse e persino cartolerie) dove è possibile utilizzare videolottery o slot. Di più. Solo a Pordenone città i locali sono 150. Come dire migliaia di macchinette. Il Codacons ha dunque chiesto di aprire una indagine volta ad accertare l’ eventuale sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti e ogni altra fattispecie criminosa che venisse individuata, quali il gioco d’ azzardo, riciclaggio, estorsione e di valutare, dove necessario, il sequestro delle sale vlt presenti sul territorio regionale. Una battaglia che cozza contro il fatto che il gioco d’ azzardo è regolato dal Monopoli di Stato. Eppure i problemi che stanno emergendo sul territorio pordenonese sono parecchi. Già, perchè solo dall’ inizio dell’ anno sono state ben 35 le persone che si sono rivolte al Dipartimento delle Dipendenze (diretto da Roberta Sabbion), sezione gioco d’ azzardo, per essere disintossicate. Una impennata incredibile se si pensa che più della metà dei casi attualmente in cura si sono concretizzati in quattro mesi. Allo stato, infatti, le persone seguite dal Servizio sono poco più di una sessantina. Dal 2009 quando è stato aperto complessivamente sono transitati 178 utenti. Non sono certo pochi, perchè di fatto rischiano di essere la punta dell’ iceberg. Insomma, il fenomeno è decisamente molto più esteso e per capirlo basta guardare il numeri dei giocatori ai quali si devono sommare quelli che acquistano compulsivamente i gratta e vinci o giocano cifre elevate al lotto o superenalotto. «In gran parte – spiega la responsabile del servizio, Carla Bristot – sono uomini che hanno un lavoro, ceto sociale medio alto, ma non mancano impiegati e operai. Arrivano da noi perchè oramai allo stremo, oppure segnalati dalla famiglia, dai medici di medicina generale, dai servizi sociali o dai volontari che operano sul territorio». La crisi ha accentuato il fenomeno e non si salvano neppure i disoccupati. Alcuni bruciano subito l’ indennità di disoccupazione, altri pur di giocare chiedono prestiti ad amici e parenti. «Tutti i giorni è una guerra». © riproduzione riservata.
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