Abbandonano i figli per giocare alle slot È allarme sociale
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fonte:
- L`Unione Sarda
Ha lasciato il figlio di due anni e mezzo da solo in auto, per andare al bar a giocare alle slot machines. Alcuni passanti, però, hanno sentito il piccolo singhiozzare nell’ abitacolo e hanno allertato la polizia. Giunti sul posto, gli agenti hanno rintracciato l’ uomo ipnotizzato davanti allo schermo, chiedendogli conto del suo comportamento. Sentendosi rispondere: «Non mi ero acconto che fosse già passata un’ ora». L’ episodio è avvenuto a Gallarate, in provincia di Varese. E il protagonista, un 35enne del posto, non ha potuto evitare una denuncia per abbandono di minore. La stessa che è stata comminata a una coppia di genitori romani lo scorso weekend. Rei anch’ essi di aver abbandonato il proprio figlioletto (2 mesi appena) in macchina, attratti dal richiamo delle macchinette mangiasoldi.Un inquietante fenomeno purtroppo sempre più all’ ordine del giorno. Come dimostrano i risultati di uno studio divulgato questa settimana dall’ Università Cattolica di Brescia in tandem con il Codacons, incentrato sulla “ludopatia”, la malattia che rende schiavi del gioco d’ azzardo. I risultati della ricerca, basata sulle testimonianze di 300 maniaci di videopoker e co. raccolte in una ventina di sale giochi italiane, dimostrano come ormai questo “morbo” colpisca la metà dei disoccupati e dei precari, una casalinga su quattro e il 17 per cento di studenti e pensionati. Lo studio, inoltre, calcola che l’ 85 per cento dei giocatori ha una perdita media di 40 euro, mentre solo il 15 per cento riesce ad avere successo, guadagnando però “solo” 120 euro. Una miseria in confronto ai rischi di sperperare stipendi e patrimoni e di diventare succubi del gioco.Di fronte a questa situazione, in molti attendono che il governo – che dal gioco d’ azzardo incassa cifre da capogiro – prenda una volta per tutte posizione, attuando un giro di vite. Nell’ attesa, si sono mossi i sindaci delle principali città italiane: Giuliano Pisapia (Milano), Flavio Tosi (Verona), Michele Emiliano (Bari), Leoluca Orlando (Palermo), Piero Fassino (Torino) e Federico Pizzarotti (Parma). Tutti testimonial, su sollecitazione della trasmissione Mediaset “Le Iene”, di uno spot di sensibilizzazione sul problema, che in Rete ha ottenuto in pochi giorni decine di migliaia di visualizzazioni.
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