Nodi da sciogliere
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fonte:
- Gazzetta del Sud
L’ Asp si farà portavoce alla Regione sulla questione della potabilità dell’ acqua. Una catena di responsabilità e corresponsabilità che ruota intorno alla gestione del bacino dell’ Alaco e di tutta la rete idrica. Tra queste un anello su cui si appigliano le associazioni di categoria, sono l’ Asp e l’ Arpacal vibonesi. Ieri mattina, durante un lungo incontro tenutosi nella sede dell’ Azienda sanitaria, il commissario straordinario Maria Pompea Bernardi, si è resa disponibile a valutare le diverse richieste delle associazioni, affermando che «le presenterà alla Regione». Ma la riunione ha consentito, comunque, di fare il punto della situazione con i rappresentanti del Codacons, CittAperta, Adoc, Comitato pro Serre e dell’ associazione “Compresi gli ultimi”, insieme ai tecnici responsabili dell’ Asp. La questione va avanti ormai da tempo, con l’ acqua da molti non utilizzata nemmeno per lavarsi. Liquido che proviene dall’ invaso dell’ Alaco e arriva nei serbatoi di 88 comuni e rappresenta l’ unica dotazione idrica per 400mila persone. Lo scorso anno la Procura ha messo i sigilli a ben 57 apparati idrici. Questa la situazione ieri sul tavolo della task force. Da qui si è partiti per chiarire alcuni punti e iniziare insieme un percorso che faccia luce sulla problematica. Innanzitutto è stato reso noto che sul sito dell’ Asp sarà pubblicato il report delle analisi eseguite dall’ Arpacal dal 2011 al 2012, comprese quelle dei prelievi dell’ acqua grezza. Inoltre – è stato evidenziato – una forte responsabilità, ricade sui Comuni per la gestione della rete locale e dei serbatoi. «Agli enti – ha riferito il commissario Bernardi – sono stati inviati almeno tre o quattro solleciti per ottenere i Piani di autotutela delle acque». All’ appello però «mancano ancora 17 Comuni, per i quali prossimamente -ha annunciato il commissario dell’ Asp – si provvederà a far partire una diffida con sanzioni di 60mila euro». Dal canto loro le associazioni di categoria, per l’ ennesima volta, hanno fotografato una situazione inquietante, chiedendo certezze sulla salubrità dell’ acqua. Tra i vari aspetti sollevati, Claudio Cricenti (Codacons) ha evidenziato la mancanza della pubblicazione sul sito del ministero del’ Ambiente del Piano di tutela dell’ acqua della Calabria, approvato nel 2009. Pertanto, mancano riferimenti importanti -come sottolineato da Francesco Iannello (CittAperta) – sui quali non si può più temporeggiare. In riferimento invece ai parametri alti di trialometano, cloriti, e coliformi rilevati nelle analisi di dicembre, ed esposte da Antonio Rachieli del Comitato civico pro Serre, la direttrice dell’ Arpacal di Vibo Angela Maria Diano, ha spiegato che si tratta «di derivazione di disinfezione e non indu striale, o comunque di reazione chimica». Per quanto riguarda il monitoraggio dei corpi idrici superficiali, richiesta invece sollevata da Antonio D’ Agostino (CittAperta), la Diano ha risposto che «non è possibile effettuarle, poiché sono di competenza della Regione, che a sua volta l’ ha dato in gestione a un’ altra società, la Sogesid». Anche per quanto riguarda la possibilità di eutrofizzazione dell’ acqua dell’ invaso – aspetto posto da Luciano Gagliardi (Compresi gli ultimi), la direttrice dell’ Arpacal ha risposto che «se ci fosse stato un tale problema le analisi lo avrebbero già accertato e che comunque queste analisi sono di competenza del laboratorio di Cosenza». Di conseguenza altra richiesta sono statele analisi da effettuare come routine. Relativamente alla caratterizzazione dei sedimenti del bacino dell’ Alaco, il commissario Bernardi ha risposto che «al momento non è possibile essendo il bacino sotto sequestro. Per cui solo al termine delle indagini, che si concluderanno a giugno come comunicato dal Procuratore della Repubblica – ha affermato la Bernardi – si potrà eventualmente andare a verificare». Nonostante l’ incontro si sia concluso con non poche polemiche, che hanno visto il commissario alzarsi e lasciare per prima il tavolo di discussione a causa dell’ ennesimo intervento di Gagliardi, la Bernardi comunque si è resa disponibile a un confronto e a un eventuale prossimo incontro, sempre però se saranno garantiti toni pacati e aperti a un dialogo costruttivo.i.
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