INGROIA: CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI DELLA GIUSTIZIA SI OPPONGONO AD ALTRE DESTINAZIONI PER IL MAGISTRATO
ALTRE DESTINAZIONI PER IL MAGISTRATO E SOSTENGONO CHE DOVREBBE ESSERE
ADDIRITTURA MESSO FUORI RUOLO
Dopo l’aspettativa per motivi elettorali e quella per recarsi in Guatemala, dopo il fiasco delle elezioni e dopo la nomina bocciata a Presidente dell’Agenzia della riscossione della Sicilia, ora Pietro Ingroia vorrebbe essere trasferito da Aosta in altra sede per via dello sconvolgimento nella “vita professionale, familiare e personale”. Questa la motivazione contenuta nel ricorso del noto magistrato candidato alle ultime elezioni politiche – “destinato a sede profondamente diversa per caratteristiche ambientali dai contesti professionali nei quali ha operato nel corso degli anni con l’indiscusso riconoscimento di risultati proficui per il buon andamento dell’amministrazione della Giustizia”.
Il CSM – affermano Codacons e Associazione Utenti della Giustizia – ha già fatto un enorme sforzo per trovare un’assegnazione in un luogo “neutro” rispetto all’intensa attività del dott. Ingroia: per questo abbiamo richiesto al Tar Lazio (prossima udienza il 23 maggio, I sezione quater, Rel. Fabio Mattei) che il magistrato venga congelato per i 5 anni previsti dalla legge correndosi il rischio che proprio la disprezzata Aosta possa subire le conseguenze dell’attività di un magistrato che, evidentemente, vuole tenersi come “carta di riserva” la carriera nell’ordinamento giudiziario a tutti i costi.
Il dott. Ingroia deve decidere – concludono le due associazioni – o la politica o la magistratura: entrambe le carriere non sono compatibili.
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