21 Maggio 2013

Industria bloccata Il fatturato è in calo da quindici mesi

Industria bloccata Il fatturato è in calo da quindici mesi

DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO U n altro mese pesante per l’ industria italiana. Il fatturato continua a calare, tanto che l’ Istat ha registrato un crollo del 7,6% su base annua e dello 0,9% su base mensile . Ma quel che è peggio è che si tratta del quindicesimo calo consecutivo, oltre che il più ampio, dall’ ottobre 2009. Ovvero, da poco meno di quattro anni. Numeri che sono sempre dovuti a un difficile mercato interno, con una diminuzione dell’ 1,7%, mentre l’ istituto ha rilevato un (lieve) aumento dello 0,5% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l’ indice complessivo ha registrato una flessione del 2,3% rispetto al trimestre precedente. L’ andamento annuale è stato invece determinato da un calo pesante del 10,6% sul mercato interno, e dell’% su quello estero. Tra i vari settori, l’ unico rialzo importante ha riguardato la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e di ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+5,2%). Va male, invece, per tutto ciò che riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-20,8%), la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo (-14%) e l’ estrazione di minerali da cave e miniere (-9,8%).). La notizia positiva è che a marzo gli ordini hanno rialzato la testa dopo quattro mesi negativi, segnando un incremento dell’ 1,6% rispetto a febbraio; ma nel confronto annuale il bilancio resta pesante, con una contrazione del 10%. Nel complesso, quel +1,6% è stato dovuto ad una lieve crescita dello 0,2% di quelli interni, e soprattutto del 3,6% di quelli esteri. Bene la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+1%), mentre il calo più rilevante ha riguardato, anche in questo caso, metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) con un -17,6%. I sindacati si appellano intanto al governo, chiedendo di invertire la tendenza, «iniziando con il restituire liquidità e potere d’ acquisto alle imprese e ai lavoratori». Secondo il Codacons, è evidente che a pesare sui risultati «è il crollo della domanda interna, ossia il crollo dei consumi delle famiglie italiane che, non avendo più soldi, sono costrette a rinunciare agli acquisti persino di beni necessari come carne, frutta e pesce. Figurarsi, quindi, cosa può succedere alle vendite di beni come abbigliamento e calzature». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this