«Più sicurezza o niente derby di Coppa»
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fonte:
- Il Tempo
[email protected] n «Più sicurezza o il 26 maggio allo stadio Olimpico niente derby di calcio». Va giù duro il sindacato di polizia Anip Italia sicura. Lo fa per voce del segretario regionale Filippo Bertolami. Promette «una class action nella quale vogliamo rappresentare chi, fra i tremila operatori di polizia feriti dal 2002 al 2008, hanno prestato servizio presso l’ impianto sportivo che non era a norma, per stessa ammissione della Procura di Roma». E ancora, un elenco di richieste: «Coni e società sportive paghino un fondo di garanzia per le spese sostenute per la sicurezza e gli eventuali danni. Deve esserci un unico canale radio per l’ ordine pubblico. Vanno sgomberate le via di fuga nei settori delle curve. E inoltre – spiega il segretario – anche i vigili urbani devono avere caschi, manganello e armi». Oggi la lista dei desideri sarà illustrata al questore di Roma Fulvio Della Rocca. «Sono questioni che possono essere risolte in un minuto – avverte Bertolami – non serve chissà quanto tempo. E poi basta col malcostume dei biglietti omaggio e la farsa dei ticket nominali: quasi mai lo spettatore occupa la posizione assegnata. Ciò vuol dire addio all’ eventuale controllo delle videocamere sul pubblico». Col sostegno dei segretari provinciali Roberto De Vita e Teresa Longobardi, e degli omologhi del Reparto mobile Fabrizio Carboni e Andrea Cecchini, l’ Anip sostiene anche altro: «Gli steward impiegati allo stadio devono poter eseguire i compiti che sono assegnati ai pubblici ufficiali, per esempio come la perquisizione di soggetti ritenuti sospetti o pericolosi. Un obiettivo che si può raggiungere con la presenza di un nostro operatore che quindi delega lo steward». Il capitolo derby è ancora aperto. Nel braccio di ferro si è inserito pure il Codacons. Oggi il presidente della III sezione quater del Tar del Lazio, Italo Riggio, ha accolto la richiesta dell’ associazione dei consumatori di convocare tutte le parti interessate dal ricorso con cui il Codacons ha chiesto di sospendere il provvedimento che ha anticipato la finale di Coppa Italia dalle 21 alle 18 del 26 del mese. Oggi alle 11.30 il Tar ha fissato un’ audizione per il chiamando a comparire, oltre al Codacons, Coni, Lega Calcio, Rai, ministero dell’ Interno, Prefettura, Associazione sportiva Roma spa, Ss Lazio spa e Comune di Roma. Dice il Codacons: «Anche la Prefettura ha bocciato il 26 maggio come data per la finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio. Il 9 aprile in un documento depositato al Tar sosteneva che “qualora la finale dovesse essere disputata tra le squadre di Roma e Lazio, in tal caso si prega di rivalutare la data del 26 maggio in considerazione del fatto che in quella data si svolgeranno le operazioni elettorali per il Comune di Roma e che, pertanto, si dovranno garantire tutti i servizi necessari per lo svolgimento delle predette operazioni”. Se anche la Prefettura – riflette il Codacons – chiedeva di rivalutare la data, sostanzialmente per gli stessi motivi per cui anche noi abbiamo presentato ricorso al Tar, perché alla fine è stato deciso di disputare comunque la partita il 26 maggio? Presenteremo un esposto in Procura affinché venga aperta una apposita indagine volta a far luce su tale aspetto della vicenda». Per il sindaco Alemanno «a questo punto penso non si possa non cercare di mantenere la data e l’ orario del derby tra Roma e Lazio così come è stato fissato».
fabio di chio
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