Arsenico, il veleno corre nell’ acqua ancora deroghe e denunce.
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fonte:
- la Repubblica
L’ inquinamento da arsenico interessa, nel mondo, milioni di persone. Sia l’ Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare) che l’ Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) con la Fao, a causa dell’ elevata tossicità di questo elemento, hanno fissato in dieci microgrammi per litro – abbassandolo – il limite di riferimento per la protezione della salute. La pericolosità dell’ arsenico è fuori di dubbio e la sua presenza nella catena alimentare, soprattutto nelle falde acquifere, è certamente un punto di grande criticità. Oltre ad avere molteplici e importanti azioni tossiche, l’ arsenico ha infatti effetti cancerogeni a carico di diversi organi. Tutti motivi per i quali non è stata accolta bene la terza deroga europea concessa al Lazio (inizialmente erano cinque le regioni italiane interessate) per l’ erogazione di acqua con livelli superiori a quelli previsti dalla legge (secondo i dati Codacons il valore dell’ arsenico arriverebbe fino a 16 microgrammi per litro). Deroga che fa salvi gruppi sensibili di popolazione, come bambini sotto i tre anni, donne in gravidanza e allattamento. L’ emergenza dunque continua, e interessa ben 45 comuni della provincia di Viterbo e cinque della provincia di Roma, coinvolti circa 260.000 residenti. Ese è vero che, rispetto al 2009, il quadro è migliorato grazie alla realizzazione di impianti per la rimozione di arsenico e boro dalle acque trattate, impianti tra i più grandi d’ Europa, è altrettanto vero che la prima deroga è datata 2003, dieci anni fa. Dieci anni di deroghe che hanno spinto il Codacons a raccogliere le firme (la raccolta è ancora in corso sul sito dell’ associazione) per una class action con richiesta di risarcimento danni. Inoltre il Codacons ha denunciato ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità che – secondol’ associazione dei consumatori – hanno nascosto i dati allarmanti alla popolazione. L’ American Journal of Epidemiology (2013) intanto riporta uno studio statunitense secondo cui i problemi dermatologici, associati all’ esposizione cronica di arsenico, sono predittivi di tumori, anche dopo decadi dalla cessazione dell’ esposizione e che è anche più elevato il rischio di tumori a polmoni, cistifellea, fegato, reni, prostata. Inoltre non è solamente ingerendo acqua contaminata che ci si può esporre all’ arsenico, ma anche mangiando vegetali coltivati e irrigati con acqua contaminata. Sperimentalmente, sembra che l’ estratto acquoso delle foglie di Psidium guajava (piccolo albero coltivato per i frutti), protegga dai danni dell’ arsenico e la naringenina, un flavonoide contenuto in arance, limoni, pompelmo, sia potenzialmente una sostanza protettiva dai possibili danni a livello epatico e renale mentre l’ Arundo donax, la comune canna, può bonificare – entro certi limiti ovviamente – i luoghi inquinati da metalli pesanti e impedire che questi entrino nella catena alimentare.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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