4 Maggio 2013

«Rc-auto in calo» Mai consumatori contestano Ania

«Rc-auto in calo» Mai consumatori contestano Ania

L’ Ania, l’ associazione delle assicurazioni ne è certa: tra settembre 2012 e marzo di quest’ anno le tariffe Rc auto sono calate del 4,5%. Una bella flessione e una grande sorpresa: si fa infatti fatica a trovare qualcuno a cui in fase di rinnovo della polizza sia stato proposto un importo anche inferiore al calo indicato da Ania. Pur in presenza di una migliore classe di merito, il premio da pagare non scende, semmai sale. Si dirà chele medie sono sempre un po’ beffarde visto che prendono da una parte e danno a un’ altra; difficile invece che gli automobilisti siano di fronte a una «percezione» come si sosteneva qualche anno fa a proposito dell’ inflazione: le polizze infatti sono scritte e confrontabili con quelle precedenti. Tornando alla fonte: «Tra settembre e marzo il prezzo dell’ Rc auto è diminuito del 4,5%, in soldoni da 560 euro a 535 euro; vale a dire 25 euro a veicolo che moltiplicato per il numero delle auto arriva a 1 miliardo, un quarto dell’ Imu». Così diceva ieri il direttore generale dell’ Ania, Dario Focarelli intervenuto a Uno Mattina precisando che «se ci saranno riforme strutturali, ci sono spazi per una riduzione più forte». La sicurezza del direttore generale poggia su un’ indagine svolta presso le compagnie di assicurazione per verificare l’ andamento del prezzo medio effettivamente pagato dagli italiani: secondo questa analisi, in 6 mesi il prezzo medio dell’ assicurazione è sceso da 445 a 425 euro prima delle tasse e da 560 a 535 dopo le tasse. Secondo Ania, viene così confermata la tendenza già osservata con i dati Istat che nello stesso peridodo hanno registrato una flessione dei prezzi di listino, di circa l’ 1%. La differenza con i risultati dell’ indagine Ania «è spiegata da un accentuato ricorso delle compagnie alla politica degli sconti rispetto ai prezzi di listino, resa possibile dal migliorato andamento economico del comparto Rc auto». Potenza delle medie. Solo qualche giorno fa l’ Ivass, l’ Autorità che vigila sul mercato assicurativo, diffondeva dati un po’ diversi. Mettendo a confronto i prezzi di listino di gennaio 2012 con quelli del gennaio scorso emergeva, ad esempio, una stangata sulle giovani donne: per una 18enne, classe di merito 14esima, l’ aumento è stato del 16,24%. Per un 40enne in prima, il rincaro è stato del 2,03%: se donna si sale a +3,06% (+ 6,78% se residente a Napoli). «Questi dati contrastano pesantemente con quelli di Ania», fa notare ll Codacons che ricorda come «nell’ ultimo anno le tariffe hanno toccato quota +9% per gli uomini residenti nel sud, a Napoli in particolare». «In ogni casocontinua l’ associazione dei consumatori – le tariffe Rc auto nel nostro Paese rimangono le più elevate d’ Europa, e se anche fosse veritiero un calo del 4,5%, questo sarebbe assolutamente insufficiente. Basti pensare che nel nostro Paese il premio medio è più del doppio di quello di Francia e Portogallo, mentre supera quello tedesco dell’ 80% e quello olandese di quasi il 70%». Secca replica ad Ania anche da parte di Federconsumatori. Non solo non c’ è stato un calo, ma quest”anno le tariffe saliranno del 4-5%. «Al massimo, rispetto allo scorso anno, relativamente ad alcune classi vi è stato un lieve raffreddamento delle tariffe, non certo una riduzione – viene precisato – tantomeno quelle applicate al Sud, che continuano a registrare livelli elevatissimi e vergognosi. Ci troviamo ancora una volta, quindi, a contestare duramente le metodologie di calcolo adottate dall’ Ania». Per Federconsumatoti, «non è la prima volta, infatti, che tale Ania prende in considerazione la diminuzione dei premi assicurativi entrati nell’ anno, annunciando una conseguente riduzione delle tariffe. Ma il calo dei premi, in questo caso, non è dettato dalla sperata diminuzione delle tariffe, bensì ad un minore numero di sinistri, ma soprattutto da una contrazione del numero di assicurati, che comportano quindi una riduzione delle entrate delle compagnie. È risaputo, infatti, che anche a causa dei costi proibitivi di assicurazioni e carburanti, molti cittadini hanno rinunciato del tutto all’ utilizzo della macchina».

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