CRISI: ISTAT, SPESA FAMIGLIE -1,6% 2013
CODACONS: LA PRIORITA’ DEL GOVERNO NON DEVE ESSERE LA RIDUZIONE DELLE TASSE SUL LAVORO
AUMENTATE LE TASSE AL 10% DEGLI ITALIANI
Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la spesa delle famiglie è prevista in contrazione dell’1,6% nel 2013 per effetto della diminuzione del reddito disponibile. Note dolenti anche per la disoccupazione, prevista il salita di 1,2 punti percentuali rispetto ai dati già drammatici del 2012. Nessun miglioramento anche per il 2014, quando raggiungerà il 12,3%.
Per il Codacons, a differenza di quanto sostenuto dall’Ocse nei giorni scorsi, se la priorità del Governo è combattere la disoccupazione non si devono per questo ridurre le tasse sul lavoro. Le imprese, infatti, licenziano non certo per l’elevato costo del lavoro, una costante italiana che non ha impedito negli anni passati di avere crescite anche superiore al 3% del Pil, ma solo perché le famiglie, ridotte sul lastrico, hanno smesso di comperare i loro prodotti. Salvo, quindi, che la riduzione del carico fiscale significhi esclusivamente aumenti in busta paga, il Codacons invita il Governo a concentrarsi su Iva ed Imu.
D’altronde dati sempre Ocse ci dicono che il peso del fisco sul lavoro in Italia è inferiore a quello di molti altri paesi come Belgio, Germania e Francia che stanno molto meglio di noi. Inoltre la consistente riduzione dell’Irap fatta da Monti fin dal decreto Salva Italia non ha certo contribuito a creare posti di lavoro.
Ecco perché il Governo, essendo necessario, come ritiene anche l’Ocse, avere delle priorità, dati i vincoli di bilancio, deve concentrare le poche risorse disponibili nel ridurre la pressione fiscale sul ceto medio, spostando la tassazione su quel 10% degli italiani sui quali si concentra il 45,9% della ricchezza, ad esempio innalzando l’aliquota sulle rendite finanziarie che in Italia, con il 20%, resta tra le più basse d’Europa, meno di Germania, Francia, Regno Unito.
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