4 Maggio 2013

Varco «attivo», il cartello-trappola che miete multe

Varco «attivo», il cartello-trappola che miete multe

 

CASERTA – Cartelli alla Ztl, «Varco attivo» e ci si passa. E la telecamera fa il suo lavoro e a casa arrivano sfogliatelle da 80 euro circa. «Attivo» sta per divieto di transito e infuriano i ricorsi dei contravvenzionati. «Non è l’ appellarsi a un cavillo per vincere una causa ma una crociata che, partendo da Caserta, faccia vincere il buonsenso e l’ interpretazione della lingua italiana soprattutto quando è espressa in maniera inequivocabile». Maurizio Gallicola, avvocato, responsabile del Codacons ancora una volta impugna il codice, questa volta anche col supporto del vocabolario, per dare addosso al burocratese che è arma vessatoria nei confronti dei cittadini-consumatori. Due righe scritte su display, cartelli luminosi all’ accesso delle zone a traffico limitato, la Ztl che anche a Caserta comporta gioia e dolori. Le diciture: ”Varco attivo” e ”Varco non attivo”. Nel primo caso ritieni di potervi transitare, il contrario nel secondo caso. E invece no, la faccenda funziona come per il voto ai referendum abrogativi: dici sì per dire no alla norma in vigore che si vuole, appunto, eliminare e dici no perché, non volendo l’ abrogazione, vuoi dire sì al suo mantenimento. «Ma nel caso dei referendum sulla scheda c’ è scritta la domanda ”volete voi abrogare…” e si risponde di conseguenza. Ma nel caso del cartello che aspetta al varco, è il caso di dire, in quale contestualizzazione si pone quell’ ”attivo” e il suo contrario?». L’ avvocato Gallicola indica un paio di faldoni e si accalora al pari dei ricorrenti che rappresenta, una trentina di cittadini e altri se ne aggiungono quotidianamene, tra questi un professionista recordman, nove multe per circa novecento euro per essere passato, tranquillo, attraverso varchi ”attivi” che doveva leggere come ”chiusi”. «Il burocratese, eccolo il burocratese – dice l’ avvocato del Codacons -. Ma che ci vuole a scrivere varco aperto o chiuso, due parole che hanno lo stesso numero di lettere di attivo e che sul display ci stanno pari pari?». L’ ostinazione a usare cartelli-trappola non è soltanto targata Caserta, se ne leggono a Napoli, Roma e altrove, un genio avrà cominciato, tanti assessori a seguire. «Qui non si tratta di abolire una norma del codice della strada – dice Gallicola – ma di ripristinare il buonsenso e il parlar chiaro». Il Codacons Caserta ha al suo attivo le campagne condotte contro l’ uso dei Photored e dei Traffiphot che scattava foto ai semafori dopo tre secondi e mezzo di giallo invece dei rituali sei. «Abbiamo sconfitto la tecnologia – conclude Gallicola – faremo altrettanto per il cattivo uso della lingua italiana sui segnali stradali». Franco Tontoli RIPRODUZIONE RISERVATA.

franco tontoli

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