«Adesso basta con i suicidi Diamo lavoro a chi soffre»
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fonte:
- La Città di Salerno
POMIGLIANO D’ ARCO Offrire un lavoro, pur che sia. Anche in nero se serve ad evitare altri lutti. Si tiene oggi, in piazza Primavera a Pomigliano d’ Arco, l’ iniziativa “Basta suicidi, adotta un cittadino”, promossa da Felice Romano, imprenditore locale, che sta invitando la popolazione a fare la propria parte per dare una mano concreta a chi versa in notevoli difficoltà economiche a causa della mancanza di lavoro. Romano racconta di aver preso la decisione dopo aver saputo del suicidio di Francesco Carlucci, informatore farmaceutico del posto che era rimasto da tempo senza un lavoro e non riusciva neanche a pagare l’ affitto di casa. Sulle mura della città sono stati affissi manifesti che chiedono di offrire un lavoro, anche se al nero. «Mi autotasserò per evitare altri suicidi – ha spiegato Romano – e chiedo agli altri imprenditori della città di fare lo stesso, se non offrendo un lavoro, anche solo versando una quota per dare sostegno a quanti, in questo delicato momento, hanno realmente bisogno di una mano. Qualche settimana fa un altro laureato in farmacia, mi aveva chiesto, in lacrime, di farlo lavorare, ma non ho potuto farlo. Ora lo contatterò, e gli offrirò un lavoro, anche se solo per sei, dodici mesi, in modo che abbia un sostegno economico che gli eviti l’ isolamento. Non voglio leggere dell’ ennesimo suicidio, e con una rete di solidarietà potremo dare la sensazione alle persone di avere ancora una opportunità, e di non essere soli». Romano è già stato contattato dalla locale associazione antiracket, dal Codacons, dal comitato mogli operai della Fiat di Pomigliano e da alcuni esponenti delle parrocchie, che hanno offerto il proprio aiuto per consentirgli di avviare la “rete di solidarietà”. «Da Pomigliano deve nascere un nuovo spirito di familiarizzazione – aggiunge l’ imprenditore, titolare di un’ agenzia di assicurazioni – lo scorso anno, sul nostro territorio, sono state chiuse 300 partite Iva. Famiglie benestanti sono andate in rovina, numerosi negozianti hanno chiuso e centinaia di famiglie sono disperate per la mancanza di lavoro. Chi ha bisogno di aiuto spesso si chiude in se stesso, ed una comunità non può consentire tutto questo. Anzi». Romano sostiene, infine, che l’ iniziativa deve essere da sprone anche alla politica: «C’ è troppa burocrazia che rallenta le cose – conclude – ed è per questo che ho chiesto anche di offrire lavoro in nero se c’ è, in modo da accelerare l’ aiuto in attesa che l’ economia si riprenda e che la politica faccia la propria parte».
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