5 Maggio 2013

CRISI:IN PIAZZA A POMIGLIANO, NO SUICIDI ‘OMICIDI DI STATO’

CRISI:IN PIAZZA A POMIGLIANO, NO SUICIDI ‘OMICIDI DI STATO’  

(ANSA) – POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI), 5 MAG – Ricreare la solidarietà all’interno delle comunità: è questo lo spirito che ha animato l’iniziativa ‘Adotta un cittadino, offrigli lavoro, anche temporaneo, anche in nero’, organizzato da un imprenditore di Pomigliano d’Arco (Napoli), Felice Romano, dopo il suicidio di Francesco Carlucci, informatore farmaceutico del posto rimasto da tempo senza un impiego. Romano ha annunciato che il comitato civico di solidarietà venutosi a creare, denuncerà il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio dei Ministri, chiedendo un risarcimento per quelli che ha definito “omicidi di Stato”. “Queste persone erano risorse economiche per la collettività – ha poi spiegato a margine dell’iniziativa – e se vinceremo metteremo quei soldi in un fondo da destinare a chi è in difficoltà. Ma chiederemo anche la modifica dell’articolo 1 della Costituzione italiana, con l’aggiunta ‘l’Italia è una Repubblica fondata sulla vita, sull’amore e sul lavorò”. Circa un centinaio i partecipanti alla manifestazione di oggi, tra i quali qualche imprenditore, ma anche molte persone che sono alla ricerca di un lavoro da tempo, e che si sono rivolti a Romano, titolare di un’agenzia di assicurazioni, per chiedere una mano. Già sette, in soli due giorni, le occasioni di lavoro trovate, e grazie alla collaborazione di alcuni cittadini, da domani sarà anche attivo un sito sul quale registrarsi (www.pomiglianosolidale.it) per chiedere un lavoro. Al fianco di Romano sono scesi anche don Peppino Gambardella, parroco della chiesa principale della città, Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket ‘Noviello’, il Codacons ed una delle associazioni di commercianti presenti sul territorio. Dure le parole del sacerdote, che ha invitato i “disperati” a non rivolgere verso se stessi “la punizione estrema, così come ha fatto Francesco Carlucci, pochi giorni fa, togliendosi la vita nella completa solitudine”. “Il suo è stato un atto di accusa – ha affermato don Peppino ricordando l’informatore farmaceutico – perché non siamo stati capaci di stargli vicini. Ma la vita vale più delle bollette da pagare, e voi non vi dovete punire per le difficoltà in cui versate, perché sono altri i responsabili del vostro fallimento, e sono loro a dover pagare. Insieme usciremo da questo tunnel, non sarete più soli”.

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