CRISI: OCSE, IMPOSSIBILE RIDURRE TASSAZIONE. CODACONS, SPOSTARLA DA CETO MEDIO A RICCHI
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fonte:
- AgenParl
(AGENPARL) – Roma, 02 mag – Secondo l’Ocse in Italia è impossibile, per il momento, ridurre in modo significativo il livello complessivo dell’imposizione. La priorità resta la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico, nonostante si preveda una contrazione del Pil dell’1,5% per il 2013 ed una crescita dello 0,5% nel 2014, dati ben più negativi di quanto previsto dal Governo nel Def di aprile (-1,3% nel 2013, +1,3% nel 2014).
Per il Codacons le previsioni sul Pil dell’Ocse sono molto più realistiche di quelle del Governo, bollate in tempi non sospetti dall’associazione come un miraggio. Proprio per questo, però, occorre conciliare crescita con risanamento dei conti, altrimenti anche il rapporto debito Pil sarà destinato a peggiorare e gli italiani a morire di manovre.
La soluzione è possibile con maggiore equità, ossia spostando, a parità di gettito, la tassazione dal ceto medio, ormai diventato povero, a quello ricco.
Ad esempio, è possibile abolire l’Imu sulla prima casa, compensando la riduzione con un aumento dell’aliquota base per le categorie A1 (Abitazioni di tipo signorile), A7 (Abitazioni in villini), A8 (Abitazioni in ville), A9 (Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici) ed innalzando le aliquote per chi ha da 3 case in su.
Inoltre è possibile a luglio non aumentare l’Iva, imposta iniqua che colpirebbe proporzionalmente ricchi e poveri, deprimendo ulteriormente i consumi, innalzando l’aliquota sulle rendite finanziarie che in Italia, con il 20%, resta tra le più basse d’Europa, meno di Germania, Francia, Regno Unito.
Lo rende noto il Codacons.
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