Il greggio scendeva, la verde no
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fonte:
- LaPrealpina.it
La questione di fondo è chiara: i prezzi del carburante, dalla verde al gasolio, negli ultimi cinque anni hanno subito impennate… sospette. Mentre la materia prima – il petrolio – a tratti calava di quotazione, la benzina all’ automobilista, che è il consumatore finale, costava sempre lo stesso, anzi di più. Di qui, l’ ipotesi che i “colossi” del carburante si fossero messi d’ accordo per non abbassare i prezzi, dando così vita ad una sorta di “cartello” (e di sostanziale regime di oligopolio) che avrebbe violato il principio della concorrenza. Tutto questo ai danni degli automobilisti. Così in sintesi la principale accusa che viene mossa alle “sette sorelle”: manovre speculative. Che nelle classificazioni del codice penale corrisponderebbero alle fattispecie di aggiotaggio e truffa aggravata. Il Codacons, che ha mostrato grande soddisfazione per i primi sviluppi dell’ inchiesta varesina, ha già annunciato di voler istituire una class action che ricomprenda tutti i soggetti danneggiati, ovvero tutti gli automobilisti che negli ultimi anni hanno fatto rifornimento da distributori a loro volta serviti dalle sette compagnie petrolifere. Se venisse provata insomma una alterazione fuorilegge dei listini dei prezzi, qualunque consumatore capace di dimostrare di aver fatto benzina, potrebbe invocare un risarcimento. E’ una delle inchieste più complesse e importanti. Riguarda 34 milioni di automobilisti. P.M.
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