30 Aprile 2013

Mps, sì a responsabilità

Mps, sì a responsabilità

 

Al termine di un’ assemblea fiume, protratta per quasi dieci ore, i soci del Monte dei Paschi di Siena hanno approvato, con il 99,99%, la proposta di azione di responsabilità nei confronti dell’ ex presidente, Giuseppe Mussari, e dell’ ex d.g., Antonio Vigni. Il cda sta inoltre svolgendo ulteriori indagini per evidenziare eventuali altri profili di responsabilità, anche il relazione ad altre operazioni. È il caso dell’ ex direttore dell’ area finanza, Gianluca Baldassarri, e di altri corresponsabili. Il riferimento è ai derivati Alexandria, Santorini e Nota Italia,. Il presidente del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, ha ufficialmente due alleati di grande spessore (Banca d’ Italia e Unione europea) per cercare di sottrarre Rocca Salimbeni al controllo degli enti senesi che fino a oggi l’ hanno governata attraverso la Fondazione. «In tempi piuttosto brevi, questa assemblea verrà chiamata a esprimersi su questo cambiamento, perché ci è stato chiesto espressamente da Banca d’ Italia e da contatti con la Ue», ha infatti affermato l’ ex numero uno di Unicredit, riferendosi allo sbarramento che non consente ad alcun altro socio al di fuori della Fondazione di detenere una quota superiore al 4% nel capitale del Monte. Far cadere questo tabù consentirebbe alla Fondazione retta da Gabriello Mancini (al 34,17% del capitale) di poter collocare con più facilità e anche fuori mercato parte del proprio pacchetto azionario, recuperando liquidità indispensabile per rimborsare parte dei 350 milioni di euro su cui è esposta. L’ assemblea ha avuto a tratti toni aspri, con le dure critiche di alcuni soci (tra cui il Codacons) sui bilanci «falsi» del Monte, negli ultimi anni, tesi respinta con forza dall’ a.d. Viola. Nel frattempo, durante il weekend gli ex, Mussari e Vigni, hanno messo a segno un punto a loro favore. Il gip del tribunale di Siena ha rigettato il decreto d’ urgenza legato al sequestro di asset appartenenti al due ex top manager di Rocca Salimbeni, oltre che di Nomura e del suo numero uno, Sadeq Sayeed. I pm avevano chiesto il sequestro di 1,8 mld per la banca nipponica. © Riproduzione riservata.

 

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