L’ appello di Profumo ai senesi «Partecipate, comprate azioni»
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fonte:
- Corriere Fiorentino
DAL NOSTRO INVIATO SIENA – Nel giorno di Santa Caterina da Siena il Monte dei Paschi vive un’ altra giornata chiave. Con l’ appello di Profumo alla città e il 99,99% di sì dei presenti alla richiesta danni contro gli ex vertici della banca. L’ assemblea-maratona dei soci ha approvato il bilancio 2012 con un rosso di 3,1 miliardi di euro e l’ ok all’ azione di responsabilità per 1,2 miliardi contro l’ ex presidente Mussari, l’ ex manager Vigni e le banche Nomura e Deutsche, per voltare pagina e assicurare un futuro a Rocca Salimbeni. Anche con l’ aiuto della città, cui il presidente di Banca Mps Alessandro Profumo lancia un appello per una specie di azionariato popolare. «Per avere una banca indipendente e con sede a Siena occorre tagliare i costi ed aumentare il capitale, altrimenti ci prendiamo in giro – dice – Solo con una base di capitale solida la banca potrà restare a Siena: la città lo sappia. Se poi la città mette mano al portafogli, ad esempio comprando azioni o mobilitando risorse, ben venga; si costituisca un veicolo, ho sentito parlare di una fondazione, in città per partecipare all’ aumento di capitale e saremo i più felici del mondo». Più capitale serve anche per evitare il controllo dello Stato. «Tutti ci chiedono se riusciremo a rimborsare i Monti bond. Ce la possiamo fare, ma nulla è scontato» dice Profumo in assemblea. Nell’ incontro durato quasi 10 ore – meno teso del previsto, con alcuni posti vuoti in sala e appena una trentina di giornalisti contro i 120 di gennaio – è entrata anche la campagna elettorale per le comunali, con il volantinaggio dei grillini e l’ intervento del candidato Pd Bruno Valentini, ex sindacalista e azionista Mps. Profumo boccia l’ idea della «banchina sana», lanciata da alcune forze politiche: «Ridurre le dimensioni significa anche migliaia di licenziamenti a Siena». Molti chiedono la «nazionalizzazione» e la conferma che l’ emergenza – per Banca e Fondazione, che oggi approva il suo bilancio in rosso e inizia a discutere del nuovo statuto – non è finita arriva dalla risposta di Profumo ad un azionista che invoca lo Stato: «Dica però che così la Fondazione fallirebbe, perché la sua quota azionaria si diluirebbe e avrebbe più debiti che crediti» (l’ ente ha come capitale le azioni della banca e con nuovi azionisti il pacchetto di Palazzo Sansedoni sarebbe dimezzato, ndr ). Codacons e un paio di azionisti parlano di «bilancio 2012 falso», Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, di «preoccupazione per i conti pesanti», aggiungendo: «Ci accusano di troppa ingerenza nella banca ma anche di averla troppo lasciata fare. Noi abbiamo svolto il nostro ruolo nel rispetto della legge (in sala partono i buuuu, ndr ) e rivendichiamo la piena legittimità delle nostre decisioni e anche nella scelta dei soci. Il vero nodo – continua Mancini – è il rapporto tra fondazione e istituzioni, gli indirizzi che le istituzioni ci hanno dato come quello di non scendere sotto il 50% più uno delle azioni della banca cui tutti ci siamo legati». Viola spiega che i conti «sono corretti, non esistono ulteriori perdite; abbiamo messo alle spalle il problema reputazionale e del calo della raccolta, il piano industriale sarà rafforzato con nuove cessioni», poi c’ è il via libera al bilancio con l’ astensione dei sindacati Fabi, Csil, Uil e Ugl. Dopo la nomina di Pietro Giovanni Corsa (manager di Menarini, indicato da Axa) alla vicepresidenza della Banca al posto del dimissionario Turiddu Campaini (Unicoop), è andato in scena l’ addio definitivo all’ era Mussari. Un addio vissuto con grande amarezza, con commozione, con punte polemiche contro i protagonisti «del disastro» (politici e Fondazione compresi), con l’ accorata difesa della senesità e dei dipendenti, con la sottolineatura della necessità di impugnare anche il contratto di acquisto di Antonveneta. La Fondazione ha dato «appoggio assoluto» all’ azione di responsabilità civile e dopo molti interventi oscillanti tra giustizialismo, speranza e scoramento, è arrivato il sì alla (quasi) unanimità sulla richiesta danni già avviata al Tribunale di Firenze, riservandosi «ogni ulteriore iniziativa». Anche perché la Banca «sta collaborando in maniera proattiva con la Procura». E il mancato sequestro? «La nostra azione risarcitoria è ben fondata e non indebolita dalla decisione su un sequestro conservativo», dice Profumo. Poi una battuta: «Spero che in futuro Mps diventi una banca noiosa…». Mauro Bonciani RIPRODUZIONE RISERVATA.
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