25 Aprile 2013

Da Primavera a Leone, la piazza cambia

Da Primavera a Leone, la piazza cambia

Daniele De Somma Pomigliano. Piazza Primavera, il cuore pulsante della città, cambierà nome: verrà intitolata a Giovanni Leone, sesto presidente della Repubblica, che ha vissuto qui i primi anni della sua vita, in quella che è diventata proprio durante il suo incarico presidenziale una delle più importanti realtà industriali della provincia di Napoli, trasformandosi da piccolo centro rurale a patria dell’ Alfasud. La decisione arriva improvvisamente con la delibera di giunta n.38 del 18 aprile, senza prima passare per una votazione del consiglio comunale. Un atto permesso dalla legge, come sottolineato nella stessa delibera, oggi disponibile al sito ufficiale del Comune www.comune.pomiglianodarco.gov.it. Ma la decisione apre il dibattito sull’ opportunità di cambiare l’ intestazione di una piazza che nell’ immaginario di tutti – non solo abitanti della città – è il centro di Pomigliano. «Il presidente Leone era molto affezionato alla sua terra, – si legge nel testo del documento – alla città di Napoli e a Pomigliano. La sua famiglia era molto legata alle tradizioni. Il padre è nato a Pomigliano d’ Arco ed è stato consigliere comunale della nostra città. Leone, anche se era nato a Napoli, ha trascorso qui tutta l’ infanzia, l’ adolescenza e gran parte della giovinezza. Il suo incarico di presidente della Camera esercitò un peso notevole nella scelta della localizzazione del più grande stabilimento industriale mai costruito dall’ Iri nel Sud Italia, scelta che, grazie al suo intervento, cadde su Pomigliano d’ Arco. Il 9 gennaio del 1974 Giovanni Leone conferì a Pomigliano d’ Arco il titolo di Città, con il quale aveva voluto dare ad essa un segno di affetto e di attaccamento. Il conferimento del titolo di Città non aveva solo un valore simbolico ma consentiva l’ accesso a leggi e finanziamenti per la realizzazione di opere e interventi di urbanizzazione». «Non si comprende come mai fino a oggi non si sia onorato nel modo opportuno un figlio della nostra terra ? ha commentato il sindaco Lello Russo (Pdl) ? Noi riteniamo che sia il caso di celebrarlo nella maniera più semplice e rappresentativa, intitolandogli la nostra piazza principale. Era ora che la sua città lo ricordasse». In effetti a Giovanni Leone non è intitolato nulla nella topografica cittadina. Al padre Mauro invece è intitolata una scuola media e una strada del centro. Il sesto Presidente della Repubblica è ricordato per essere stato l’ unico a presentare le dimissioni prima della scadenza del suo mandato, a seguito del coinvolgimento suo e di alcuni suoi familiari nello scandalo Lockheed; e anche per il numero elevato di votazioni parlamentari che portarono alla sua Presidenza, ben 23. L’ idea di intitolargli una piazza tanto importante ha quindi scatenato una serie di polemiche, tra favorevoli e contrari. Il sito ufficiale del M5s locale www.pomigliano.org, ha lanciato un dibattito sulla questione e un sondaggio. Anche se i partecipanti sono pochi per essere considerati esaustivi dell’ umore della gente, circa 300 voti, il dato che viene riportato è emblematico: il 92% si dichiara contrario al cambio di nome, solo il 7,8% è a favore. Posizione contraria all’ operazione è stata espressa anche da Mino Iorio, responsabile del Codacons locale: «I toponimi che entrano nell’ uso comune della gente che abita una città sono così importanti e rappresentativi per la città stessa che non è possibile prescindere da quella tradizione che li ha riconosciuti. La denominazione di piazza Primavera è talmente insita nel Dna dei pomiglianesi che cambiarlo equivarrebbe a deformarne la stessa struttura genetica. Attualmente, in nome di una trasformazione forzata tutto si può fare, ma sarebbe una presa di posizione che la gente stenterebbe a capire e, soprattutto, faticherebbe a introdurre nel proprio patrimonio linguistico. Giovanni Leone è stato un illustre pomiglianese che è diventato Presidente della Repubblica, ma questo non vuol dire che con un tratto di penna sia possibile cancellare una consuetudine». Un’ idea, quella di Iorio, che trova seguito nella città: senza nulla togliere all’ illustre cittadino Leone, perché non intitolargli luoghi che non hanno ancora un nome così legato alla tradizione? «Un’ opera giovane – continua il responsabile dell’ associazione consumatori – si presterebbe maggiormente a questa operazione. La rotonda Ponte potrebbe, ad esempio, identificarsi con quanti desidererebbero ricordare Leone, richiamando alla mente un passato lontano e, forse, ancora vivo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this