15 Aprile 2013

Costa Concordia, il Giglio chiede 80 milioni di danni

Costa Concordia, il Giglio chiede 80 milioni di danni

Comune dell’ Isola del Giglio ha chiesto per il naufragio della Costa Concordia danni quantificabili “in almeno 80 milioni di euro “. Lo ha richiesto il legale del Comune, Alessandro Maria Lecci, chiedendo la costituzione di parte civile nell’ udienza preliminare in corso a Grosseto . Gli 80 milioni di euro di danni che il Giglio chiederà di attribuire ai condannati del processo sulla Costa Concordia sono stimati, secondo i legali del Comune dell’ isola, “agli evidenti irreparabili danni alla propria identità, alla sua naturale vocazione turistica e alla sua immagine destinata ormai ad essere associata a tale tragico evento”. “Senza dire poi – si legge ancora nell’ atto di richiesta di costituzione di parte civile proposto dal Comune al gup attraverso l’ avvocato Alessandro Maria Leggi – del più completo stravolgimento di una delle più belle aree paesaggistiche del suo territorio e della sua costa, del porto, della vita dell’ isola e della popolazione, così come della macchina amministrativa” che nei tempi successivi al naufragio subì un “blocco”, che secondo il Comune è destinato a proseguire fino alla rimozione del relitto. 500MILA EURO A PASSEGGERO. È la quantificazione del danno stimata dal pool di avvocati Giustizia per la Concordia all’ atto di chiedere la costituzione di parte civile all’ udienza preliminare in corso a Grosseto. Complessivamente i passeggeri assistiti dal pool sono oltre un centinaio. L’ associazione , che racchiude 30 studi legali, chiede a garanzia del risarcimento danni il sequestro di una nave e di quote della società Costa. L’ associazione Sos Concordia, che racchiude 200 gigliesi titolari di attività commerciale, chiede invece un risarcimento di 2,5 milioni di euro, più rimborsi per i mancati introiti da 80 a 340mila euro a testa. COSTA: PER NOI UN DANNO ENORME. La compagnia di navigazione Costa Crociere spa chiederà nell’ udienza preliminare di essere ammessa come parte civile al processo sul naufragio della Costa Concordia. Lo ha ripetuto anche stamani l’ avvocato Marco De Luca , sottolineando che “noi abbiamo subito un enorme danno per la perdita della nave e chiederemo di essere parte civile nel processo”. La Compagnia Costa Spa è stata già condannata in sede di patteggiamento al pagamento di un milione di euro di sanzione e chiede di essere parte civile dopo essere stata presente all’ incidente probatorio come parte lesa. Tra gli altri hanno chiesto di essere ammessi al processo come parti civili anche il Ministero dell’ ambiente , la Regione Toscana e alcune decine di naufraghi tramite i loro difensori. CODACONS CHIEDE UNA NUOVA SIMULAZIONE. L’ associazione di consumatori Codacons è intenzionata a proporre al giudice dell’ udienza preliminare la richiesta di una perizia pratica da svolgersi all’ Isola del Giglio con una simulazione reale dell’ incidente avvalendosi di una nave simile alla Costa Concordia e della stessa Compagnia, l’ unità Costa Serena. È quanto evidenziato dal Codacons. “Abbiamo già realizzato una simulazione teorica del naufragio – ha detto l’ ingegner Bruno Neri dell’ Università di Pisa – ricostruendo al computer la navigazione di Costa Concordia. Credo che sia possibile replicare la stessa simulazione in mare aperto, utilizzando ovviamente delle boe e non andando sottocosta, per vedere in modo reale che cosa è accaduto impiegando la nave Costa Serena che è molto simile alla Concordia”. Una perizia di questo genere potrebbe essere chiesta da parte dei legali del Codacons al giudice dell’ udienza preliminare per svolgere l’ esperimento nei pressi dell’ Isola del Giglio.

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