16 Aprile 2013

Mattone in crisi, nel Sud è crollo dei mutui

Mattone in crisi, nel Sud è crollo dei mutui

Cinzia Peluso Abitazioni e uffici. Ma anche negozi e capannoni. Non risparmia nessun tipo di immobile il crollo del mercato del mattone. Un trend aggravato dal tonfo dei mutui. E per gli italiani, in tempi di crisi, l’ amatissima casa rischia di diventare un «sogno proibito». Dopo Bankitalia, Agenzia Entrate e Mutui.it, è l’ Istat a confermarlo. Nel terzo trimestre del 2012 le compravendite hanno segnato meno 23,1%. Mentre i prestiti concessi dalle banche sono precipitati. Soprattutto nelle isole. Qui nei primi nove mesi del 2012 si sono dimezzati. E al Sud sono scesi di quasi il 43%. Complessivamente, in Italia la perdita annua è stata del 39,5%. Tutta colpa di «una fiscalità smodata che ha ucciso gli investimenti immobiliari», denuncia il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani. E imputa all’ Imu, «più di ogni altra imposta, l’ attuale situazione». Nel Def, fa notare, si segnala la pretesa necessità di prorogare oltre il 2014 l’ Imu sperimentale. Il presidente dell’ Ance Paolo Buzzetti lancia, invece, un appello alle banche e chiede di «riattivare subito il circuito del credito». Una soluzione, ricorda, era stata individuata grazie all’ intervento del ministro Passera e condivisa in un tavolo aperto con Abi e Cdp, ma è ferma. «Sbloccare il piano consentirebbe alle banche di raccogliere denaro a media e lunga scadenza per concedere mutui alle famiglie», spiega Buzzetti. E i consumatori del Codacons vanno all’ attacco: «Le banche hanno smesso di fare il loro mestiere». Tornando ai dati Istat, tra luglio e settembre scorsi sono state 134.984 le convenzioni notarili per compravendite immobiliari, cioè i passaggi di proprietà. Di qui il calo del 23,1% rispetto allo stesso periodo del 2011. Un trend che l’ Agenzia delle Entrate aveva aggiornato a marzo. Nell’ ultimo trimestre dell’ anno, segnalava, si è verificata una perdita ancora più consistente. Meno 25,8%. Significa un ritorno al passato ai livelli del 1985. Segno meno per tutti i tipi di immobili e per tutte le aree geografiche nel mercato del real estate. Significativo il tonfo degli immobili ad uso economico. Anche se questo comparto rappresenta appena il 6% del totale degli acquisti è andato peggio del segmento abitazioni e accessori. Nel terzo trimestre dello scorso anno i passaggi di proprietà di uffici, negozi e capannoni si sono ridotti del 25,7%. Guardando al complesso delle compravendite la maglia nera, secondo i calcoli dell’ Istat, va al Nord-Est (meno 25,7%). Seguono il Nord-Ovest (-24,5%), il Centro (-23,5%), le Isole (-22%) e il Sud (-16,9%). Per i mutui, invece, delle 193.101 convenzioni registrate dai notai nei primi nove mesi del 2012 anche per finanziamenti ed altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare, il 33,9% si colloca nel Nord-Ovest, il 24,6% nel Nord-Est e solo il 6,9% nelle Isole. Un quadro completato dai dati di Mutui.it. Negli ultimi sei mesi solo il 5% delle richieste di concessioni di prestiti è stato accolto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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