Disastro Giglio, la Costa patteggia Un milione per uscire dal processo
Cristina Rufini GROSSETO UN MILIONE di euro per togliersi di dosso l’ eventualità di una imputazione. È la cifra che Costa Crociere pagherà in contanti per uscire dall’ elenco degli indagati per il naufragio della Concordia, avvenuto il 13 gennaio del 2012 all’ Isola del Giglio. Ieri, davanti al giudice Valeria Montesarchio, i legali che assistono la compagnia di navigazione, Marco De Luca e Alessandro Carella, hanno chiuso il conto, patteggiando la pena che la Procura ha chiesto per la responsabilità oggettiva di Costa nei confronti del comportamento dei sei dipendenti accusati di omicidio colposo plurimo per la morte dei 32 persone. «Si tratta di una soluzione equilibrata» ha commentato l’ avvocato De Luca. «Poco dopo avere saputo delle contestazioni che ci erano state mosse dalla Procura, abbiamo così deciso di proporre il patteggiamento». «Uno schiaffo ai naufraghi», invece, per il Codacons. Da lunedì, peraltro, il ruolo di Costa potrebbe essere l’ opposto: parte civile. «All’ inizio dell’ udienza preliminare ? ha sottolineato De Luca ? presenteremo la costituzione al giudice, per chiedere il risarcimento per la perdita della nave». Ma per la compagnia di navigazione non è ancora tramontata l’ eventuale responsabilità civile nei confronti dei danneggiati. A chi storce il naso e reputa un milione troppo poco per l’ immane tragedia ? come il Codacons ? il procuratore Francesco Verusio replica sicuro: «Riteniamo che la società abbia già subito ingentissimi danni. Ha perso una nave da 500 milioni di euro e dovrà tirarne fuori molti di più per il recupero e lo smantellamento. E comunque abbiamo applicato quanto previsto dalla legge». Poche ore dopo l’ udienza, il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di dissequestro dei beni di Francesco Schettino. Tra i quali la ormai famosa Honda Varadero 1000, un’ auto e l’ abitazione di Meta di Sorrento. Gli altri due imputati che avevano chiesto il dissequestro dei loro beni ? il commissario di bordo Manrico Giampedroni e il capo dell’ unità di crisi di Costa, Roberto Ferrarini ? hanno rinunciato. Il patteggiamento è la prima sentenza di una vicenda giudiziaria che entrerà nel vivo da lunedì, quando comincerà l’ udienza preliminare, al teatro Moderno di Grosseto, davanti al giudice Pietro Molino, chiamato a decidere le sorti dei sei imputati. Oltre Schettino, gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli, il capo dell’ unità di crisi Roberto Ferrarini e il commissario di bordo Manrico Giampedroni. Nel frattempo proseguono i lavori di rimozione del relitto. Alcuni giorni fa è arrivata la prima piattaforma subacquea, larga 40 metri e alta 22, che farà da basamento su cui far ruotare l’ enorme balena spiaggiata, per rimettere in galleggiamento il relitto.
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