11 Aprile 2013

La Costa patteggia e paga un milione per l’ inchino della Concordia

La Costa patteggia e paga un milione per l’ inchino della Concordia

La società esce dal processo penale restano i risarcimenti LA SANZIONE ROMA La società Costa Crociere pagherà una sanzione da un milione di euro per il tragico “inchino” della Concordia davanti al Giglio, che provocò il naufragio e la morte di 32 passeggeri. E’ la condanna stabilita ieri con il patteggiamento, nel processo per omicidio colposo plurimo che vede imputati anche il capitano Schettino e altri ufficiali di bordo. La compagnia di navigazione era stata indagata ai sensi della legge 231 sulla responsabilità delle società per i reati commessi dai propri dipendenti. E la scelta di questo rito alternativo consente alla Costa di uscire definitivamente dal processo penale per il naufragio del 13 gennaio 2012, che ancora è nella fase dell’ udienza preliminare. RISARCIMENTI La multa, tuttavia, non copre le somme che dovranno essere versate ai familiari delle vittime, che saranno determinate in un successivo processo civile. Nel frattempo la Costa ha avviato una serie di contatti con le parti civili del processo per verificare la possibilità di un accordo sui risarcimenti. Chi accetterà l’ offerta di Costa non avrà però la possibilità di adire vie legali. E ancora, negli Stati Uniti sono in piedi altre cause per il risarcimento dei danni avviate da naufraghi americani contro la capogruppo multinazionale delle crociere Carnival e la stessa Costa spa. OLTRAGGIO La notizia del patteggiamento ha sollevato critiche da parte dei comitati dei consumatori, che hanno definito quasi oltraggiosa la somma: Per il Codacons «le responsabilità dell’ azienda nel naufragio del Giglio sono più che evidenti, così come le tante falle sui sistemi di sicurezza della Concordia. Chiudere la vicenda con un milione di euro di multa equivale a schiaffeggiare i naufraghi ma soprattutto i parenti delle vittime del naufragio. In ogni caso il patteggiamento concesso ieri in sede penale non influisce minimamente sulle cause risarcitorie avviate dalla nostra associazione contro Carnival e Costa negli Stati Uniti». Da parte sua, il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, che aveva dato parere favorevole all’ applicazione del rito abbreviato, ha commentato: «È una pena lieve? Abbiamo applicato la legge». E ancora, il magistrato ha fatto rilevare che «ingenti sono stati comunque i danni subiti dalla compagnia con questo naufragio, basti pensare che la nave Concordia aveva un valore di circa 500 milioni di euro ed è affondata». M.Mart. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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