Crolla il potere d’acquisto delle famiglie
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Nel 2012 il potere d’ acquisto delle famiglie italiane è crollato del 4,8% un flessione annuale che non si vedeva dal 1995, anno iniziale delle serie storiche. Gli esperti dell’ Istat hanno fatto i conti dai quali risulta che una famiglia di 3 componenti ha subito una perdita di potere d’ acquisto di 1.678 euro. Una famiglia di due persone ha perso 1.380 euro e una di 4 ben 1.848 euro. A giudizio del Codacons, dal 2002, anno di introduzione dell’ euro, stipendi e pensioni non sono più adeguati al tasso dell’ inflazione reale. Dopo undici anni di erosione del potere d’ acquisto, oggi il reddito non è più soddisfacente per due terzi degli italiani. Per l’ associazione dei consumatori, la chiave di volta per uscire dalla crisi e per rilanciare consumi e crescita è la rivalutazione delle pensioni e delle retribuzioni dei dipendenti pubblici congelate da troppi anni e accompagnate dal blocco fino al 2015 di tutte le tariffe, delle multe al codice stradale e dei pedaggi autostradali. Nel 2012, tenuto conto dell’ inflazione, il potere d’ acquisto delle famiglie si è ridotto del 5,4% rispetto all’ ultimo trimestre dello scorso anno. La propensione al risparmio è fortemente diminuita, così si sono ridotti gli investimenti delle imprese. Bankitalia rende noto che i prestiti sono calati su base annua dell’ 1,3%, mentre le sofferenze bancarie sono aumentate del 18,6%. Il tasso d’ investimento delle società non finanziarie, è sceso al 20,5%. La spesa delle famiglie per consumi finali risulta in calo dell’ 1,6%. A giudizio della Coldiretti, il crollo del potere d’ acquisto nel 2012 ha messo in difficoltà una famiglia su quattro, ma andrà peggio per il 48% degli italiani. Secondo un’ indagine di Coldiretti, il 51% delle famiglie dichiara di poter pagare appena le spese senza ulteriori lussi, mentre una percentuale dell’ 8% non ha reddito sufficiente per l’ indispensabile. Le difficoltà familiari, insiste Coldiretti, si trasferiscono sui consumi e hanno toccato la spesa familiare fino a tagliare prodotti necessari come frutta, carni, grano pad ano. Con la crisi in un anno – afferma Coldiretti – è praticamente raddoppiata al 12,3% la percentuale di italiani che dichiara di non poter disporre di un pasto adeguato in termini di proteine ogni due giorni. Molti anni fa, lo Stato promise ai pubblici dipendenti il recupero del “fiscal drag”, cioè di quegli aumenti retributivi che facevano scattare le aliquote fiscali, annullando il beneficio di rinnovi contrattuali o di anzianità. Quella promessa fu disattesa, anzi le buste paga di lavoratori dipendenti e pensionati sono falcidiate dalle “addizionali” sulle imposte locali, da prelievi straordinari, spesso con carattere patrimoniale (come IMU e TARES). Paolo R. Andeoli 10/04/2013.
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