6 Aprile 2013

Mense, la battaglia dei piatti I genitori: porzioni scarse e i bimbi restano affamati

Mense, la battaglia dei piatti I genitori: porzioni scarse e i bimbi restano affamati

di LUCA SALVI ? MILANO ? QUATTRO APRILE , scuola di viale Legioni Romane, quantità insufficienti di pesce: «Mancano 3 porzioni e sono state divise tra i bambini quelle delle maestre». 23 marzo, primaria di via Dal Verme: «Succo biologico in scarsa quantità». 18 marzo, elementare di via dell’ Arcadia: «Muffin non consegnati con il resto del pasto». Richiesti al centro cucina, arrivano. Stesso giorno, materna di piazza Santissima Trinità: «La polenta non era abbastanza. Sono rimasti senza 15 bambini». Queste sono alcune delle segnalazioni dei genitori delle commissioni mensa dell’ ultimo mese. NON SOLO quindi il piatto di ravioli di magro alla salvia «scarso» del 19 marzo per i bambini di una quinta elementare di zona 9, lamentato e immortalato da una maestra e dall’ associazione dei consumatori Codacons, insorta contro «i pasti da fame». «Qualche porzione in meno può capitare ? spiega Marilù Santoiemma, mamma della primaria di via Goffredo da Bussero ? soprattutto nei secondi». «Il 5 febbraio scorso anche da noi i ravioli erano sette per piatto ? afferma Erika Guio, commissione mensa della primaria di via dell’ Arcadia ? e una classe è rimasta senza. E se manca un piatto caldo, ci vuole più tempo perché ne arrivino nuovi porzioni, visto che siamo serviti dal centro cucina di via Baroni». Milano Ristorazione non ci sta e replica: «I casi sono pochissimi. Nel caso specifico dei ravioli, su 750mila piatti serviti solo una ventina di volte ci è stata segnalata una quantità non sufficiente. E la maestra ci ha inviato la segnalazione otto giorni dopo il pasto consumato… Le porzioni rispettano le linee guida del ministero della Salute e regionali, sono state validate dall’ Asl e differenziate per fasce di età». La revisione delle grammature dei pasti adottata da pochi mesi, che ha permesso di evitare lo spreco di una tonnellata di cibo che veniva buttato, non ha intaccato il quantitativo di ravioli previsti «così come le altre pietanze che i bambini gradiscono di più. Anzi, ne mandiamo una quantità sufficiente a servire anche il bis, anche se la Asl chiede di rispettare le porzioni regolari».

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