5 Aprile 2013

Ristorazione nega: rispettiamo i parametri nazionali

Ristorazione nega: rispettiamo i parametri nazionali

È tutta una questione di (pro)porzioni. E di punti di vista. Da una parte il Codacons, a proteggere i piccoli bimbi affamati contro Milano Ristorazione, responsabile delle mense scolastiche nelle scuole della città e rea, secondo l’ associazione di consumatori, di tenere troppo a stecchetto i pargoli. Dall’ altra, appunto, la partecipata del Comune, che, non nuova a polemiche sui propri menu, replica secca: «Spiace constatare che il Codacons non verifichi l’ attendibilità della segnalazione e che la strumentalizzi fornendo informazioni scorrette». Tutto per un pezzo di pane, si potrebbe dire. O, in questo caso, per un piatto di ravioli. Sette per la precisione. Quelli che una solerte maestra ha fotografato per testimoniare le porzioni «da fame» date ai suoi alunni. Parte poi la segnalazione a Codacons e, subito dopo, la protesta formale. E che sette ravioli in numero siano pochini per degli affamati studenti di quinta elementare non bisogna essere genitori per capirlo. «E non si tratta di un evento fortuito e raro», precisa un comunicato dell’ associazione. «Ci sono anche i quattro bocconcini di pollo impanato, per non parlare dei pezzi di latta del tonno nel piatto di un alunno qualche anno fa o dei pezzettini di osso non meglio identificati nelle lasagne». L’ insegnante, spiegano dal Codacons, «ha chiesto chiarimenti alle scodellatrici e prima si è sentita rispondere che si trattava di una questione di grammatura, poi che non potevano fare porzioni più consistenti dato che il cibo consegnato quel giorno era scarso». Solo dopo la fotografia e la domanda a Milano Ristorazione per sapere se fosse «un piatto da poter presentare a dei bambini in crescita». Il problema, secondo l’ avvocato Marco Donzelli, presidente di Codacons, è che «il cibo non solo non è ottimo, ma non è nemmeno abbondante». Ma Milano Ristorazione non ci sta e spiega che, «per quanto concerne le grammature degli alimenti serviti», vengono rispettate «le indicazioni delle linee guida nazionali e regionali per la ristorazione scolastica, garantendo, quando gradito, la possibilità di chiedere porzioni più abbondanti o di bis». Non solo. «Le porzioni, per ogni ricetta, sono naturalmente differenziate per fasce di età, così come individuate dalle linee guida del Ministero». Certo, ci sarebbe poi da considerare che un menu è composto anche da un secondo con contorno e dalla frutta o da un dolce. Ma sfortuna ha voluto che nell’ occasione fosse, come ha sottolineato la maestra, «il pesce che di solito nessuno mangia». Questione di (pro)porzioni. E di punti di vista.

alvise losi

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