1 Aprile 2013

Il Colle risponde alle critiche: “Non sono generici ‘saggi’, ma personalità scelte”

Il Colle risponde alle critiche: “Non sono generici ‘saggi’, ma personalità scelte”

“Non sono ‘saggi’ generici, ma personalità scelte con criteri oggettivi in funzione del lavoro già svolto e del ruolo ricoperto”. Pasquale Cascella , portavoce di Giorgio Napolitano, ha risposto così su twitter alle perplessità di un utente sulla scelta dei dieci nomi. Lo stesso Cascella ha poi spiegato sul social network che “per la verità è stato Napolitano a chiamare Draghi (e altri) per approfondire la valutazione sulla situazione determinatasi”, smentendo le indiscrezioni riportate dai giornali secondo cui il presidente della Banca centrale europea ha chiamato Napolitano per convincerlo a non dimettersi. Critiche al capo dello Stato provengono anche dal Codacons . “Non è tanto l’ operazione in sé a sollevare dubbi, quanto la scelta dei soggetti operata da Napolitano”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi . In particolare, ha sggiunto, “appare assurdo che, in un momento così delicato anche sul fronte economico, il presidente della Repubblica abbia deciso di non inserire tra i ‘saggi’ anche un rappresentante reale dei cittadini, che potesse apportare un contributo concreto al superamento della situazione di stallo dell’ Italia”. Per Rienzi, “con le sue nomine”, Napolitano dimostra inoltre di “essere ancora ancorato a una visione vecchia e obsoleta delle istituzioni e, cosa grave, non ha avvertito il vento di cambiamento che soffia in Italia e che porta i cittadini a voler essere finalmente protagonisti della vita e delle scelte del nostro Paese”. Più accesi, invece, i commenti del Popolo della libertà . “Difficile pensare che i ‘saggi’ di Napolitano riescano laddove è mancata la buona volontà di certa politica”, ha detto il senatore del Pdl, Vincenzo Gibiino . “Un governo di responsabilità, formato da Pdl, Pd e Lista Civica – ha aggiunto – avrebbe consentito di portare a casa alcune riforme fondamentali e di mettere al sicuro i conti, per poi giungere più serenamente al voto. L’ incoscienza di Bersani e compagni costerà cara a noi tutti. I ‘saggi’ si mettano subito al lavoro per riferire in tempi brevissimi al Quirinale”. Le elezioni , secondo Gibiino, “sembrano quindi essere sempre più la via necessaria per superare lo stallo”. Una scelta definita dal Partito democratico come “una soluzione utile, che può aiutare, ma che non può essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento”. Dario Franceschini ha spiegato ieri che “Napolitano è stato un punto fermo in questi anni di bufera e ora siamo in un momento che non ha precedenti nella storia del Paese”, ma la sua scelta “è stata fatta per tranquillizzare il Paese” e “non mi pare siano una soluzione risolutiva “. “Il lavoro dei saggi – ha aggiunto – servirà per vedere se ci sono dei punti su cui le forze politiche si possono avvicinare, ma non è che da questa formula nasca un governo”. La nomina dei dieci “saggi” convince solo a metà anche il Movimento 5 Stelle . “Al momento è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato”, afferma il sito di Beppe Grillo , precisando che potrà in qualche modo rispondere alla necessità di “ridare al Parlamento la sua centralità”. Per farlo, però, “è urgente istituire le Commissioni” perchè “il Paese ha bisogno di un Parlamento funzionante e non di fantomatici negoziatori o di badanti della democrazia “.
di redazione il fatto quotidiano

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