29 Marzo 2013

La rinuncia a uova e colombe Più povero il pranzo di Pasqua

La rinuncia a uova e colombe Più povero il pranzo di Pasqua

 

Alla fine la crisi ha rotto le uova nel paniere di Pasqua. Il simbolo più festoso, l’ uovo di cioccolato, fa le spese di un anno all’ insegna del risparmio, dove si taglia su tutto, soprattutto sul superfluo. Dopo la stima della Codacons, che aveva previsto un calo record fino al -17% rispetto allo scorso anno sugli acquisti di uova di cioccolato e colombe, ora, a due giorni dalla Pasqua, arriva anche la conferma della Confederazione italiana degli agricoltori (Cia): i consumi di prodotti tradizionali sono calati del 10%. Come Natale e Capodanno scorsi, anche la Pasqua sarà austera: segno meno non solo per i dolci, ma persino per gli acquisti di carne (fino a -5%), vino e spumanti (-3,5%) e salumi (-1,8%). «Due famiglie su tre oggi si trovano a subire non più la sindrome della quarta settimana, ma quella della terza, e il fatto che la Pasqua coincida quest’ anno proprio con gli ultimi giorni di marzo riduce ancora di più il budget», osserva la Cia, che parla di un carrello svuotato, con una spesa complessiva che non supererà i 2 miliardi di euro. Non aiuta gli acquisti nemmeno l’ andamento dei prezzi: per un uovo medio (tra 200 e 250 grammi) non di marca, l’ anno scorso si spendevano in media 5,10 euro, quest’ anno 5,30 euro, con un aumento del 4% circa. Anche per un uovo medio di marca la spesa si fa più alta: dai 12,90 euro del 2012 ai 13,90 euro di quest’ anno, con un rincaro che si aggira sull’ 8%. Non stupisce dunque che alcuni supermercati già da qualche giorno stiano ribassando i prezzi dei prodotti tipici del 30 per cento, e in alcuni casi addirittura del 50 per cento. «Si tratta di una vendita last minute “fisiologica” – spiegano nei supermercati Esselunga -, per smaltire le scorte a due giorni dalla Pasqua. Nei nostri punti vendita, gli acquisti di uova e colombe sono rimasti invariati rispetto all’ anno precedente, anche se abbiamo notato una preferenza per i prodotti di primo prezzo». Tra i dati più interessanti che provengono dai negozi al dettaglio c’ è l’ incremento degli acquisti di materie prime per realizzare in casa dolci e torte pasqualine. La Coldiretti, che ha stimato una Pasqua casalinga per oltre l’ 80% degli italiani, ha fotografato la nuova tendenza di preparare da soli i piatti della tradizione. A farlo saranno quattro famiglie su cinque per un totale di 130 milioni di prodotti sfornati tra le mura domestiche: per questa Pasqua «fai-da-te» la Cia prevede che verranno usate 400 milioni di uova fresche, 50 milioni di chili di farina, 20 milioni di chili di zucchero e un milione di chili di miele. Michela Proietti RIPRODUZIONE RISERVATA.

michela proietti

 

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