28 Marzo 2013

Crollano fatturati e commesse Allarme industria nel 2013

Crollano fatturati e commesse Allarme industria nel 2013

               

ROMA-Il2013 apre nel segno della recessione, con l’ industria ancora in affanno e i consumi al lumicino. I nuovi dati dell’ Istat per il mese di gennaio indicano perdite su tutti i fronti, con il solo export in grado di alleviare i danni. Ecco che nonostante la “ripresina” fatta registrare nei giorni scorsi dalla produzione, il giro d’ affari dell’ industria risulta in pieno “rosso”, raggiungendo il tredicesimo calo consecutivo su base annua. E ancora peggio va perle vendite al dettaglio, che riflettono tutta la crisi della domanda interna, con gli italiani che tagliano la spesa alimentare, rinunciando a fare acquisti anche nei discount. Le associazioni dei commercianti e dei consumatori commentano con forte preoccupazione i dati e vedono “nero” per i prossimi mesi. Intantoilpresidente dell’ Istat, Enrico Giovannini, fa notare come di recente il credit crunch si sia acuito. Guardando ai numeri, iricavi dell’ industria scendono a gennaio dell’ 1,3% su dicembre e del 3,4% su base annua, a pesare è la performance ottenuta a livello nazionale, mentre fuori dai confini il fatturato, almeno in termini tendenziali, ancora tiene. Ma da solo il Made in Italy non riesce a risollevare le sorti dell’ industria, anche perchè l’ export inizia a dare qualche segnale di indebolimento, infatti il calo congiunturale è il risultato di contrazioni rilevate sia sul mercato interno che, seppure in maniera più lieve, su quello estero. Guardando ai diversi settori, appaiono in controtendenza le industrie alimentari; mentre la diminuzione più significativa tocca la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati. Dagli ordinativi, che rappresentano un indicatore previsionale, arrivano altri segnali negativi: le commesse cedono sia su base mensile che nel confronto annuo (-3,3%). In particolare gli ordini per gli autoveicoli registrano un tonfo del 21,8%. L’ Istat fa anche sapere come, sempre nel mese di gennaio, la produzione nelle costruzioni sia in discesa libera. Secondo Giovannini «la crisi continua soprattutto per le imprese che sono orientate al mercato interno» e «l’ indicatore di credit crunch purtroppo ha ricominciato a crescere da vari mesi». Timori vengono sollevati dal sindacato, con l’ Ugl che prevede ulteriori peggioramenti. Passando al commercio al dettaglio, l’ Istituto di statistica segnaper ilprimo mese dell’ anno un arretramento nel valore delle vendite pari al 3% su base annua e allo 0,5% su dicembre. In deciso calo risultano pure gli alimentari, che in termini congiunturali fanno peggio (-0,6%) del resto dei prodotti (-0,4%). Basti pensare che si riducono gli affari per i discount, prova di come ormai le famiglie rinuncino sia alla qualità sia alla quantità. La Confcommercio fa notare che per le vendite il valore reale, al netto dell’ inflazione, mostra cali ben peggiori, quasi dell’ 1% su dicembre e del4% in termini tendenziali. E Confesercenti avverte: «Se nulla cambierà, alla fine dell’ anno saranno ‘cancellatì più di 58 mila negozi». Intanto Federdistribuzione invita ad «evitare un ulteriore aumento dell’ Iva a luglio». Sulla stessa linea i consumatori, per il Codacons «la discesa delle vendite alimentari è ormai complessiva e strutturale» e Federconsumatori rivede in peggioramento la caduta dei consumi per il biennio 2012-2013 portandola al 7%. In allarme le associazioni degli agricoltori, dalla Coldiretti, che rileva un forte calo degli acquisti di frutta, alla Cia, che parla di una «spending review a tavola sempre più rigida». Di uguale parere Confagricoltura, secondo cui «non si vedono segnali di miglioramento».                

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