28 Marzo 2013

Torna dal Nord per il padre malato e muore per esalazioni della stufa

Torna dal Nord per il padre malato e muore per esalazioni della stufa 

               

MESORACA – Era rientrato da Ponte Tresa, in provincia di Varese, per far visita al padre malato ma gli è stata fatale una stufa killer. Che triste destino per Antonio Esposito, un emigrato di 54 anni stroncato dalle esalazioni di monossido di carbonio. L’ uomo era tornato dalla meta dell’ esodo di centinaia di suoi compaesani emigrati, dove lavorava presso la ditta Econord, domenica scorsa. Dopo aver viaggiato in auto ed essere stato al capezzale del padre, ricoverato nella clinica Santa Rita, è andato a cena dal fratello Fedele. Prima, però, ha acceso la stufa di casa sua, per riscaldarla bene in vista della notte che si prospettava pungente. Il fratello gli ha ricordato di spegnere la stufa ma Antonio Esposito deve essersi dimenticato. La tragedia si è materializzata tra do casa sua, per riscaldarla bene in vista della notte che si prospettava pungente. Il fratello gli ha ricordato di spegnere la stufa ma Antonio Esposito deve essersi dimenticato. La tragedia si è materializzata tra do ritenuto necessaria l’ autopsia. Così il magistrato di turno, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone Enrico Colagreco, ha disposto la restituzione della salma ai familiari per i funerali che si sono svolti ieri nella frazione Filippa, presso la chiesa di San Michele. Esposito lascia la moglie Maria Pallone e tre figli, distrutti dal dolore. Ma il dolore unisce due comunità, quella mesorachese e quella di Lavena Ponte Tresa, diventata ormai terra di adozione per tanti calabresi. Esposito svolgeva l’ attività di operatore ecologico e al Nord si era fatto apprezzare per la sua dedizione al lavoro e perle sue doti umane. Addolorati anche i suoi colleghi di lavoro. La notizia si è sparsa, infatti, in un baleno anche nel Varesotto mentre i vigili del fuoco si occupavano della messa ma. Si ripropongono, dunque, nel Crotonese le tragedie dovute al malfunzionamento degli impianti. Il pensiero corre subito alla famiglia massacrata, nel dicembre 2010, da una caldaia killer, in un’ abitazione alla periferia nord di Crotone. Marito, moglie e figlio di 17 anni morirono in seguito alle ustioni su tutto il corpo procurate dall’ incendio causato da una fuga di gas in un alloggio popolare in contrada Margherita. Una tragedia forse causata dalla mancata manutenzione della caldaia. Per scongiurare il ripetersi di un nuovo dramma, l’ amministrazione provinciale presieduta da Stano Zurlo ha sottoscritto un accordo con gli operatori del settore impiantistico, tramite enti, associazioni di categoria e ordini professionali (l’ elenco è sterminato: Comune, Camera di Commercio, Confartigianato, Cna, Assimpresa, La Casa, Legacoop, Aterp, Codacons, Energia Calabria, Orfine degli ingegneri, periti industriali, geometri). Ma l’ accordo non fa che dare attuazione a quanto previsto da una normativa vigente dal ’99 e mai applicata nel territorio. L’ intesa prevede la manutenzione e verifica degli impianti termici, secondo un obbligo sancito dalla legge che attribuisce competenze alla Provincia. La revisione va fatta con cadenza biennale, come per le auto, ma forse in provincia di Crotone molti non lo sanno.                            

di antonio anastasi                        

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