27 Marzo 2013

«I Cud dell’ Inps non arriveranno a casa» Disagi per pensionati e lavoratori

«I Cud dell’ Inps non arriveranno a casa» Disagi per pensionati e lavoratori

di SIMONE RUSSO «IN PAROLE povere, è una cosa incivile». Con queste parole Mariagrazia Pioli dell’ Inca Cgil descrive la situazione di difficoltà in cui si trovano i pensionati reggiani, che quest’ anno non riceveranno a casa i Cud: saranno costretti a scaricarselo dal sito dell’ Inps attraverso una procedura che il Codacons ha definito «una vergogna». Ma attenzione: la novità riguarda anche tutti gli altri soggetti che ricevono prestazioni dall’ Inps: quindi anche i lavoratori che percepiscono disoccupazione e cassa integrazione guadagni, malattie, mobilità, maternità. Una situazione esplosiva per i Caf, che si attrezzano ad accogliere centinaia di persone: infatti ci si aspetta che molti cittadini evitino di andare in Posta, dove la stampa del documento dal sito dell’ Inps è a pagamento (2,70 euro più Iva). Basta un semplice dato per capire i disagi a cui si trovano di fronte i pensionati: usa un personal computer solo il 17,2 per cento dei 65-74enni ed il 3,8% dei 75enni. E’ stato il sindacato di categoria dei pensionati Cisl ad intervenire per primo su questa vicenda: «Il Direttivo distrettuale dei pensionati Cisl di Reggio si fa interprete del disagio provocato agli iscritti e alla cittadinanza, dalla sospensione dell’ invio della documentazione cartacea relativa al resoconto dei redditi percepiti (modello Cud), da parte dell’ Inps, proprio nell’ imminenza della campagna fiscale per la denuncia dei redditi». Il provvedimento «si abbatte, ancora una volta, sulle spalle dei pensionati, la maggioranza dei quali, non essendo in possesso della necessaria strumentazione informatica, viene oberata di costi, fastidi e disagi, per ottenere una documentazione che obbligatoriamente l’ Inps è tenuta a rilasciare». PREOCCUPAZIONE viene espressa anche dall’ Inca Cgil e dal Caf Acli. «Abbiamo attivato un servizio ad hoc nel pomeriggio, per evitare intasamenti ? spiega il direttore del patronato Acli Paolo Mammi ? lunedì, mercoledì e giovedì dalle 14,30 alle 17,30. Noi abbiamo l’ indicazione dal nazionale di stampare gratis il modulo, mentre alle Poste sappiamo che il servizio viene fatto pagare. E’ in corso di discussione unan norma che potrebbe istituire una una parte di rimborso dallo Stato. Ma nella attuale situazione di incertezza, noi andiamo avanti con il servizio gratuito». Per ora hanno bussato al servizio fiscale dell’ Acli una cinquantina di persone, per farsi stampare il Cud: è prevedibile che nelle prossime settimane la quantità di richieste aumenti vertiginosamente. «È scandaloso ? commenta Mariagrazia Pioli del patronato Inca ? molte persone che non conoscono la novità, non ricevendo il Cud a casa possono indotte in errore e non fare la dichiarazione, incorrendo nel rischio di sanzioni. Ci stiamo organizzando con lo Spi e con la rete dei patronati per tentare di avvisare via sms le persone coinvolte». Anche l’ Inca si sta attrezzando con un suo centro di accoglienza per chi deve stampare il modello: «L’ Inps con questa operazione ha semplicemente esternalizzato dei costi che ora ricadranno sui patronati e sui cittadini. E’ un frutto amaro della spending review», conclude Mariagrazia Pioli.

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