Profumo difende Mps: la banca sta cambiando
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fonte:
- L`Unità
In mezzo a inchieste giudiziarie, a polemiche e scontri politici, a tragici fatti come il suicidio di un dirigente, alle tensioni sui mercati finanziari, il Monte dei Paschi di Siena cerca faticosamente di imboccare la strada del risanamento e della ripresa. Ieri, mentre il Consiglio di Stato ribadiva la legittimità dei Monti-bond per la banca senese, è stato il presidente Alessandro Profumo a difendere il lavoro realizzato nell’ ultimo anno dal nuovo gruppo dirigente. «C’ è un Monte Paschi che ha vissuto fino al 27 aprile delle scorso anno e un altro che vive dal 28 aprile. Ci tengo a dirlo perché ogni tanto vedo un po’ di confusione e mi preme sottoli neare che c’ è anche un dopo» ha spiegato il presidente Profumo, intervenendo a un incontro sulla crisi d’ impresa nella sede della Banca d’ Italia, ieri pomeriggio a Palermo. «Il consiglio di amministrazione – ha proseguito il banchiere – è stato rinnovato in nove dei suoi dodici componenti, e credo che ciò sia molto importante». Intanto il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dal Codacons per chiedere, in via cautelare, di bloccare i Monti-bond per quattro miliardi di euro assegnati a Mps. Palazzo Spada ha messo indubbio la legittimazione ad agire del Codacons. Ora si aspetta la decisione nel merito del Tar del Lazio. Secondo i giudici, si legge nell’ ordinanza, «non appare desti tuita di fondamento l’ eccezione di carenza di legittimazione attiva» in capo al Codancons. Il ricorso, secondo la definizione dell’ associazione dei consumatori, «si definisce anzitutto come proposto a tutela dei “cittadini” e “contribuenti”, i quali attraverso l’ emissione di titoli di Stato vedono sfilarsi dalle proprie tasche 4.071mila di euro». Secondo il Consiglio di Stato il ricorso «manifesta il carattere sostanziale di un’ inammissibile azione popolare, perché non è nei soggetti ricorrenti ravvisabile una posizione differenziata, necessaria, secondo le regole generali del processo amministrativo, per potere distinguere la loro posizione al fine di agire in giudizio; al contrario, i detti soggetti si presentano come portatori di un interesse (tutela dei cittadini e contribuenti da un paventato, futuro, danno erariale), che è un interesse di mero fatto, privo di azione in questa sede, attesa l’ inconfigurabilità, con riferimento al bene per cui si domanda la decisione, di situazioni giuridiche in questa sede tutelabili rispetto ai soggetti coinvolti nell’ operazione di ricapitalizzazione in oggetto». Con queste motivazioni il Consiglio di Stato, presidente Giuseppe Severini, conferma dunque la decisione del tribunale di primo grado che aveva già rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dal Codacons che tuttavia non si arrende. Il Codacons, infatti, non demorde sui Monti-bond e si rivolge al presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Dopo il rigetto del Consiglio di Stato dell’ appello per bloccare l’ emissione delle obbligazioni a favore della banca senese, in una lettera a Barroso il Codacons chiede di ritirare l’ autorizzazione all’ operazione Mps rilasciata dall’ istituzione europea. Inoltre l’ associazione prosegue la sua battaglia davanti alla giustizia italiana al Tar; il 3 aprile è fissata l’ udienza di merito sui Monti-bond. Infine il Codacons ha lanciato un appello a Beppe Grillo, affinché attraverso il Movimento Cinque Stelle presente in Parlamento, convochi la commissione Finanze per indagare sul caso Mps.
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