24 Marzo 2013

La battaglia del commercio

La battaglia del commercio

        

Al via una raccolta di firme contro la liberalizzazione degli orari di apertura Vendite di uova pasquali giù del 30 per cento. In due mesi chiusi 800 negozi Commercianti sul piede di guerra. Oggetto del contendere, la liberalizzazione dei loro orari. Nello specifico, l’ apertura domenicale dei negozi, resa facoltativa, ma di fatto obbligatoria per via della concorrenza, con le liberalizzazioni del decreto Salva Italia del governo Monti. Questa mattina la Confesercenti insieme a Fedestrade sarà alla chiesa di Santi Aquila e Priscilla per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge popolare volta a ridare potere decisionale alle regioni sulle aperture. Perché «in un momento in cui i negozi sono vuoti e gli acquisti stagnanti, obbligare i commercianti a tener aperta l’ attività 365 giorni l’ anno non serve di certo a rilanciare il commercio nella capitale», spiega Valter Giammaria presidente della Confesercenti di Roma e provincia. «Gli unici che possono beneficiare delle liberalizzazioni ? prosegue Giuseppe Roscioli, a capo della Confcommercio di Roma ? sono i negozi del centro». Di tutt’ altro parere è, invece, il Codacons, che difende le liberalizzazioni. Intanto brutte notizie sul fronte delle vendite delle uova pasquali: i commercianti registrano un meno 30%. Mozzetti e Picchi a pag. 38.

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