21 Marzo 2013

Caso Monte dei Paschi di Siena, domani il Consiglio di Stato decide se sospendere la procedura con cui sono le sono stati versati 4 mld di euro

Caso Monte dei Paschi di Siena, domani il Consiglio di Stato decide se
sospendere la procedura con cui sono le sono stati versati 4 mld di euro

(Sesto Potere) – Siena – 21 marzo 2013 – Domani, venerdì 22 marzo , il Consiglio di Stato (sez. VI, Presidente Giuseppe Severini; Relatore Bernhard Lageder; Componenti Giulio Castriota Scanderbeg, Maurizio Meschino, Claudio Contessa) deciderà se sospendere o meno la procedura con cui lo Stato ha, di fatto, salvato il Monte dei Paschi di Siena, il terzo gruppo bancario italiano con oltre tre mila sportelli, travolto dagli scandali che hanno portato alle dimissioni dell’ ex presidente Giuseppe Mussari da presidente dell’ Abi: in riferimento al prestito da 3.9 miliardi di euro concesso , lo scorso dicembre, alla banca toscana dal presidente del Consiglio Mario Monti , (i cosiddetti Monti-bond) contro il parere di Mario Draghi Il Codacons, anche alla luce della nota emessa da Bankitalia (Documento Banca d’ Italia/Consob/IVASS n. 6 dell’ 8 marzo 2013) confida in un intervento risolutore da parte del CdS, viste le “evidenti irregolarità” da ultimo riconosciute proprio dall’ organo di vigilanza. Il documento dell’ 8 marzo – secondo il Codacons – e’ infatti la dimostrazione che “il bilancio presentato da MPS e’ falso” e che gli “investimenti effettuati da parte della Banca in BTP a lunga durata, finanziati attraverso operazioni di pronti contro termine e le cui cedole sono state oggetto di asset swap al fine di gestire il rischio tasso assunto” (comunicati MPS del 23 gennaio 2013 e dichiarazioni dell’ Amministratore Delegato di MPS Fabrizio Viola il 26 gennaio 2013) “nascondo operazioni di derivati creditizi con controparti private”. Il Codacons afferma che “infatti sono stati occultati cinque miliardi di credit default swap con controparti private, artificiosamente documentati come l’ insieme di un investimento in titoli di Stato (BTP) con uno swap di tasso ed un’ operazione di finanziamento ‘ long term repo’ “. E’ stata chiesta , infine, l’ acquisizione anche delle transazioni, dei contratti di repo strutturati su BTP a lungo termine conclusi da MPS così come evidenziato nella relazione del 28 gennaio 2013 della Banca d’ Italia “Principali Interventi di Vigilanza su MPS”. Segnatamente e di quelli relativi alle due operazioni di repo strutturati su titoli di Stato effettuate rispettivamente con Deutsche Bank e Nomura per un valore nominale complessivo di circa 5 miliardi di euro (inerenti il “veicolo Santorini”; nonché le esposizioni derivanti dai repo c.d. transazione con Nomura; operazione di ristrutturazione della nota “Alexandria” in contropartita con la stessa Nomura). I guai della banca del Monte dei Paschi di Siena nascono – secondo la magistratura – nell’ accordo illecito che sarebbe stato stretto nel 2007 tra gli spagnoli del Banco Santander e i vertici di Mps per truccare i conti e far salire il prezzo di una banca (la Antonveneta) che doveva passare di mano, così da dividersi la “plusvalenza”. Un affare studiato a tavolino e messo in atto quando Santander acquistò la banca per 6,3 miliardi di euro e due mesi dopo riuscì a venderla a Mps per 9,3 miliardi con una aggiunta di oneri che portarono la cifra a 10,3 mld. Denaro, in parte trasferito all’ estero e poi fatto rientrare in Italia grazie allo scudo fiscale. Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Marzo 2013 11:11.
 

 

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