COMMERCIO: CONFESERCENTI, IN 2 MESI -10.000 NEGOZI; DATO PEGGIORE DA 20 ANNI
COMMERCIO: CONFESERCENTI, IN 2 MESI -10.000 NEGOZI; DATO PEGGIORE DA 20 ANNI
CODACONS: CRISI COMMERCIO PERCHE’ ITALIANI NEL BARATRO
NO ALLA RACCOLTA FIRME CONTRO LE APERTURE DOMENICALI
Secondo i dati resi noti oggi da Confesercenti, a gennaio e febbraio di quest’anno nel solo settore della distribuzione commerciale sono spariti quasi 10.000 negozi, con un vistoso crollo (-50%) delle aperture di nuove attività rispetto al 2012. Si tratta del dato peggiore degli ultimi 20 anni.
Per il Codacons si tratta di dati drammatici che dipendono unicamente dal fatto che le famiglie sono nel baratro e due terzi di loro fanno fatica ad arrivare a fine mese. L’aumento dell’Iva di luglio sarebbe, quindi, un attentato in piena regola per chi è ormai sul lastrico, una stangata che per una famiglia di 3 persone sarebbe pari, a regime ed in assenza di arrotondamenti, a 209 euro su base annua.
La soluzione al problema, che per una volta dovrebbe vedere uniti consumatori e commercianti, non è, però, quella prospettata da Confesercenti, che il 17 marzo si mobilita contro le aperture domenicali, una battaglia antistorica e contro i mulini a vento, ma l’abbassamento delle tasse sborsate dal ceto medio-basso che ha pagato per risanare i conti e rimediare ad una crisi creata da banche, speculatori finanziari e politici irresponsabili.
Per questo il Codacons invita Confesercenti per il 17 marzo a raccogliere le firme contro l’aumento dell’Iva di luglio e non contro le aperture domenicali. Se accettasse la nostra proposta allora anche il Codacons aderirebbe alla manifestazione ed inviterebbe i consumatori a mobilitarsi per firmare l’appello.
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