Così com’ è la class action non funziona. Riformiamola
-
fonte:
- Corriere della Sera
Ma si può gridare al miracolo perché il tribunale di Napoli ha pronunciato, dopo tre anni, la prima sentenza favorevole ai cittadini in un’ azione risarcitoria collettiva? Secondo me no. Il fatto innanzitutto: Natale 2009, una comitiva di turisti italiani parte per un lussuoso resort di Zanzibar. All’ arrivo l’ amara sorpresa: il resort è un cantiere. Il gruppo al rientro si affida a una associazione di consumatori, la UNC, che intraprende una class action contro Wecantour, il tour operator. E il tribunale (2013) finalmente riconosce il danno. No, non si può essere soddisfatti. «Se l’ istituto della class action – dice Massimiliano Dona, UNC – non assicura in tempi rapidi una risposta soddisfacente per i ricorrenti, viene meno la sua funzione di deterrenza nei confronti dei comportamenti scorretti delle imprese. L’ auspicio è che il parlamento riveda questo strumento di tutela». Ho i miei dubbi sull’ accoglienza dell’ auspicio. Da altri tre anni, per esempio, pende un’ azione risarcitoria collettiva promossa dal Codacons nei confronti del Comune di Milano. Prende spunto da una indagine condotta in 5 ospedali (S. Carlo, Policlinico, Niguarda, Fatebenefratelli, Don Bosco) secondo la quale in 24 mesi si sono registrati 53 mila ricoveri al pronto soccorso per malattie o disturbi correlabili a inquinamento. Si può ritenere, chiede l’ associazione, Palazzo Marino responsabile dell’ aria che respiriamo? RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
