Annunci beffa «Siate diffidenti»
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fonte:
- Il Messaggero
Sindacati e associazioni invitano a selezionare le offerteLE AZIENDE SCORRETTE NON TEMONO CONSEGUENZE E FANNO FIRMARE LE LIBERATORIE LAVORO L’ invito è sempre lo stesso: diffidare delle offerte di lavoro eccessivamente generose soprattutto se non vengono specificati i dettagli dell’ impiego. Il boom di annunci-beffa a Latina e provincia, denunciato da molti ragazzi alla ricerca di un’ occupazione incappati in diverse fregature, non deve demoralizzare i disoccupati ma è opportuno prestare maggiore attenzione specialmente in un momento di crisi come questo. TUTELA DEI CONSUMATORI La questione è stata portata all’ attenzione di diverse associazioni per la difesa dei consumatori. Il Codacons di Latina, in particolare, ha ricevuto decine di segnalazioni relative alle conseguenze degli annunci-beffa per reclutare promoter con la falsa promessa di un lavoro d’ ufficio regolarmente contrattualizzato. Molti cittadini hanno firmato delle carte pensando che fossero dei semplici questionari, così come riferito dai promoter. «Mi chiedevano di firmare un questionario perché altrimenti non sarebbero stati pagati, niente di impegnativo ma solo una dimostrazione del lavoro effettuato». Ma in realtà veniva firmato un contratto per il cambio di gestore (generalmente elettricità o gas), altro che questionario. In questo caso, ovviamente, si tratta di una truffa operata da promoter scorretti a caccia di facili provvigioni. Ogni tanto qualcuno viene smascherato, come nel recente caso del 28enne di Prato che falsificava addirittura le firme sui contratti telefonici. Risponderà di truffa, falsità in scrittura privata, uso di atto falso e sostituzione di persona. «In questo caso – commenta un avvocato specializzato nel settore del lavoro – si tratta di una truffa, un reato grave. Ma purtroppo la tutela dei giovani onesti attirati da annunci di lavoro ingannevoli è molto difficile. Le aziende scorrette, infatti, rischiano ben poco visto che potrebbero rispondere solo di pubblicità ingannevole». POCHI RISCHI Il nodo è proprio questo. Chi inganna i disoccupati in cerca di lavoro rischia poco o nulla. Recentemente l’ Autorità garante della concorrenza ha condannato un’ azienda che prometteva 1.500 mensili «confezionando in casa propria accessori moda». In realtà era necessario acquistare per 68 euro un kit di lavoro. Da qui la multa dell’ Antitrust: 20.000 euro ridotta a 15.000 euro per la situazione di bilancio della società. E in questo caso si chiedeva un acquisto obbligatorio, figuriamoci quando non esistono transazioni di denaro. A Latina sono stati segnalati episodi di vendita porta a porta, dopo aver attirato i ragazzi con annunci per un fantomatico lavoro d’ ufficio. «Purtroppo – racconta una vittima dell’ inganno – ci hanno subito fatto firmare un foglio con il quale accettavamo di partecipare alla giornata di prova senza nessuna riserva». La giornata consisteva nel proporre, porta a porta, diversi tipi di contratti, alcuni sospetti. Un ragazzo di Latina, durante la prova, ha sollevato dubbi sul lavoro e il suo “tutor”, per tutta risposta, lo ha subito scaricato a Fondi costringendolo a tornare in treno. AUTODIFESA Non essendoci un modo efficace per fermare chi inganna i disoccupati, l’ unica arma che resta è la cautela. «Da sempre – spiega Luigi Garullo, segretario della Uil – invitiamo a diffidare degli annunci poco chiari, specialmente quelli con offerte troppo generose». La diffidenza sembra l’ unica, amara, forma di autodifesa. Marco Cusumano [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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