6 Marzo 2013

Rabbia e slalom tra i marciapiedi invasi dai bisogni

Rabbia e slalom tra i marciapiedi invasi dai bisogni
 

Strade e parchi nessuno pulisce le deiezioni canine DA VIA DI GESÙ E MARIA E VIALE TRASTEVERE FINO AL PRENESTINO NON C’ È QUARTIERE CHE NON SIA COLPITO DA QUESTO PROBLEMA IL DEGRADO Si dice che calpestarla porti fortuna. Ma anche i più scaramantici, se possono si tengono alla larga. A Roma non è così difficile imbattersi quotidianamente nella pupù di Fido o deiezione canina per usare il termine burocratico. Queste compongono, infatti, una singolare variabile nell’ arredo urbano della Capitale. Un po’ per la negligenza di chi possiede un amico a quattro zampe, un po’ per un servizio poco costante di pulizia del suolo pubblico, fatto sta che le cacche, soprattutto in alcuni quartieri, sono le vere protagoniste di marciapiedi, aiuole e parchi. LE ZONE A detta del Codacons la soluzione a questo problema è difficile, se non impossibile, da trovare. Circa il 40% delle famiglie romane possiede un cane e non tutte si chinano a terra, con la mano avvolta nel sacchetto di plastica, a raccogliere quello che lasciano i propri animali. E non è una questione di centro o periferia. Certo, piazza del Popolo è pulita, ma basta fare due passi, come a via di Gesù e Maria o avvicinarsi a Trinità dei Monti, magari tagliando per via di San Sebastianello, per rendersi conto di come il problema delle pupù di Fido non interessa solo zone lontane dal centro. La black-list delle strade più interessate dal fenomeno non salva neanche uno dei venti municipi di Roma. Da via di San Valentino, a via di Villa Massimo, da via Conca d’ oro a via Sandri, da piazza Sempione a largo Cocconi, da piazza Sauli a viale Marconi e via Caselli, da viale Trastevere a piazza Gradi, non c’ è strada di Roma che non si possa citare. 40 Per cento delle famiglie romane possiede un amico a quattro zampe A corso Trieste il lungo corridoio verde che separa le due corsie automobilistiche è un vero e proprio bagno a cielo aperto per i cani, tanto che i commercianti e gli abitanti della zona hanno attaccato agli alberi diversi cartelli per sollecitare la pulizia. Pulizia che, da parte dell’ amministrazione, viene svolta da diversi soggetti: il nucleo del Decoro urbano di Roma Capitale, l’ Ama, il servizio Giardini. Poi ci sono anche i volontari come le sentinelle del verde. Anche troppi azzarderebbe qualcuno, visto poi il risultato. «Ma la colpa non è nostra», si difende Anselmo Ricci, responsabile Decoro urbano di Roma Capitale. «Il nostro servizio è attivo su segnalazione. Questo significa che appena riceviamo una chiamata interveniamo subito per pulire e svolgiamo un regolare controllo nelle zone a ridosso di asili, scuole e parchi gioco. Effettuiamo circa trenta controlli al mese». LA POLEMICA Il problema è di chi, purtroppo, porta a passeggio il proprio cane. Massimo è uno dei circa 8mila dipendenti dell’ Ama e ogni mattina si arma di scopa e secchio e pulisce le strade. «Non abbiamo voce in capitolo, siamo gli ultimi degli ultimi. Ho sorpreso una signora a passeggio con il proprio cane in via Flaminia, non ha raccolto la cacca dell’ animale e mi ha anche risposto di farmi gli affari miei». Il cane, in teoria, fa quello che il padrone gli insegna. A New York gli animali fanno i propri bisogni fuori dal marciapiede perché le multe ci sono e sono salatissime. A Roma, invece, le contravvenzioni sono rare e non spaventano, nonostante arrivino a 250 euro. Nel 2012 gli agenti accertatori dell’ Ama hanno elevato solo 492 sanzioni e le persone controllate sono state 5.100. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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