6 Marzo 2013

La crisi affossa i consumi elettrici

La crisi affossa i consumi elettrici

 

Il calo è legato alle numerose chiusure di aziende. La diminuzione più marcata nel Sud Italia (-10%), seguita da Centro (-7,9%) e Nord (-7,2%). Il Codacons: con questi dati nessuna ripresa di Gianluca Zapponini Gli italiani spengono la luce per risparmiare. Le aziende chiudono. Secondo gli ultimi dati sui consumi elettrici diffusi ieri da Terna , nonostante il freddo dello scorso mese, a febbraio la richiesta di energia elettrica ha registrato un calo mensile dello 0,6% a 25,7 miliardi di chilowattora. Il crollo è però nel confronto annuo, dove Terna ha calcolato una contrazione dei consumi dell’ 8,1% nonostante una temperatura mensile inferiore alla media. Il perché di tale tracollo è duplice. Da una parte c’ è sicuramente una crescente attenzione delle famiglie ai consumi domestici, dall’ altra c’ è però la drammatica situazione delle imprese italiane che, chiudendo ormai ogni giorno, fanno automaticamente cadere i consumi. Tornando ai numeri di Terna , la flessione più marcata si è avuta al Sud (-10%), seguito dal Centro (-7,9%) e dal Nord (-7,2%). I dati sui consumi non hanno mancato di risvegliare le preoccupazioni delle associazioni di categoria e dei consumatori. Per il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, si tratta di numeri «catastrofici e che rivelano le gravissime condizioni in cui versa l’ economia del Paese». Confindustria Anie sottolinea che «il forte calo dei consumi elettrici ci preoccupa ma non ci sorprende. Il dato», spiega il presidente Claudio Andrea Gemme, «fotografa la situazione di un Paese in cui le fabbriche chiudono, la cassa integrazione aumenta e i carichi di lavoro scendono. Elementi che, uniti alla forte tassazione sull’ impresa, creano quel calo della produzione industriale che Confindustria e le forze vive del Paese denunciano ormai da tempo». Più drastico il Codacons, che attacca l’ elevato costo dell’ energia in Italia (+35% rispetto alla media dell’ Eurozona): «Un crollo della domanda così consistente è l’ ennesima dimostrazione di come nel 2013 non ci potrà essere alcuna crescita, nemmeno per la fine dell’ anno». (riproduzione riservata)

di gianluca zapponini

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