Dietro la frenesia per la ?bad bank’ un settore con problemi inenarrabili
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fonte:
- Modena Qui
Il Codacons ha inoltrato al Tar del Lazio un altro ricorso sui Monti-bond, il maxi-prestito da 4 miliardi di euro che il Tesoro sta per concedere al Monte de’ Paschi di Siena, in sostanza per evitarne il fallimento. In questo caso, l’ associazione presieduta da Carlo Rienzi, ritenendo che si possa verificare «la fattispecie di danno grave e irreparabile per la collettività», ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero dell’ Economia ha completato l’ emissione dei bond. Un primo ricorso d’ urgenza del Codacons era stato respinto lo scorso 2 febbraio: in quel caso, era contestata la decisione adottata pochi giorni prima dal Direttorio della Banca d’ Italia, appunto per avallare il maxi-prestito di Stato. Ora, l’ associazione ha deciso di andare a monte del problema. Evidenziando come l’ intera procedura «risulti viziata per falsità dei presupposti: il Dl e la legge di conversione – quando ancora non si sapeva nulla riguardo alle reali condizioni di Mps e degli illeciti anche penali su cui indaga la magistratura – si basano sullo stato di salute buono di Mps quando, addirittura, le risultanze contabili parlano di altro». Il Dl, decreto legge, a cui si fa riferimento, è il numero 95 del luglio 2012: quello, e sembra un paradosso, con cui il governo Monti ha messo a punto la famosa spending review . La legge di conversione è invece la numero 135. Solo a ottobre del 2012, però, l’ attuale management di Rocca Salimbeni, guidato da Alessandro Profumo e dall’ ad Fabrizio Viola, è venuto a piena conoscenza dei derivati sottoscritti sotto la precedente gestione, quella di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. Insomma, il ragionamento del Codacons non fa una grinza: lo Stato ha promesso i 4 miliardi a Siena quando ancora non sapeva di Alexandria e Santorini . Che, solo per il 2012m peseranno per 730 milioni su un bilancio di Mps dove, da gennaio a settembre, già si vedeva una perdita netta di 1,67 miliardi. Può, un istituto del genere, sostenere un prestito con tassi del 9% annuo? Al proposito, il Codacons ritiene «irrisoria» l’ istruttoria svolta dal Ministero e, ancora, da BankItalia, in quanto sarebbero stati adottati «cinque criteri del tutto insufficienti a valutare approfonditamente la situazione». In sostanza, spiega l’ associazione, Mps «è stata trattata come il gruppo che era nel 2009 all’ epoca dei Tremonti-bond , anche se a distanza di quattro anni i suoi titoli appaiono come veri e propri titoli spazzatura». Riguardo il primo ricorso contro Palazzo Koch, l’ associazione di Rienzi si è rivolta al Consiglio di Stato, che però ha già posticipato il proprio verdetto dall’ 8 al 22 marzo.
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