Gli occhiali 3D fanno male alla vista? La procura di Roma apre un’inchiesta
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Gli occhiali 3D distribuiti nei cinema prima di guardare una pellicola tridimensionale sono pericolosi. Non tutti, chiariamolo subito. Ma almeno un modello, prodotto in Giappone da una delle 4 case produttrici che si contendono il mercato, non rispetta alcune normative, tanto che la Procura di Roma ha preferito vederci chiaro, e ha aperto un’inchiesta.
I materiali di produzione non convincono, le lenti utilizzate metterebbero a rischio gli occhi. E il sostituto procuratore di Roma, Pietro Pollidori, ha già affidato il caso ai carabinieri del Nas che dovranno testare la pericolosità dell’oggetto incriminato.
Tutto è partito da un’articolata denuncia del Codacons. È stata proprio l’associazione dei consumatori a lanciare l’allarme, inserendo nell’esposto la storia di una bambina di 3 anni che, nel 2010, dopo aver indossato gli occhiali 3D in un cinema di Milano fu colpita da un’improvvisa infiammazione oculare. Un problema che richiese un intervento di emergenza e una cura cortisonica.
«Gli occhiali non hanno marcatura Ce, – scrisse all’epoca il Codacons – sono di materiali di ignota provenienza, non vengono sterilizzati dopo l’uso e cambiano almeno tre volti al giorno». Da allora il ministero della Salute diramò regole ferree. Controindicazione all’utilizzo degli occhiali per i bambini al di sotto dei sei anni, ma anche allarme per gli adulti: l’utilizzo va limitato nel tempo, per una durata non superiore a quella di un singolo spettacolo, compreso l’intervallo. Occhiali monouso, insomma. E oggi, a finire sotto inchiesta, è proprio l’unica società che ha preferito snobbare il monouso. Una società giapponese («ma non è la Sony», chiariscono gli inquirenti). I suoi occhiali tridimensionali possono causare danni agli occhi. Quanto è alto il rischio sarà la procura di Roma a chiarirlo.
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