Scandalo Sise-118, una stangata inattesa
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Hanno quasi raddoppiato, portandolo da 167 a 280, il numero delle ambulanze in Sicilia, ed hanno diminuito, da 36 a 30, il monte ore settimanale del personale già in servizio, aprendo le porte – attraverso assunzione diretta! ovvero senza bando pubblico: con il solito giochetto della formazione di società di diritto privato che possono bypassare i rigori della legge – a circa 1200 persone in un sol colpo. Individuate nel bacino del precariato Sise (società della Croce Rossa) e dei corsisti dell’ ente di formazione Ciapi, di recente al centro di uno scandalo e sciolto da Crocetta. E ora dovranno pagare, per danno erariale. Di tasca propria e fino all’ ultimo centesimo, a meno che non siano coperti da polizza assicurativa, stipulata a titolo personale e non dall’ Ars, dove militavano e tuttora molti militano, che non la prevede al contrario degli enti locali. Chi sono? Come anticipato ieri dalla “Gazzetta”, che ha pubblicato in anteprima la sentenza dei giudizi della Sezione d’ appello della Corte dei Conti per la Sicilia, 17 tra ex assessori dell’ esecutivo Cuffaro, in carica tra il 2005 e il 2006, compreso il presidente ora ristretto a Rebibbia, e i componenti della Commissione Sanità Ars dell’ epoca. Totò Cuffaro, Antonio D’ Aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio (ex assessori); Santi Formica, Antonino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono, Giancarlo Confalone e Angelo Moschetto (componenti Commisione Sanità) dovranno risarcire l’ erario versando 729 mila 877,88 euro ciascuno. Un po’ meno – 598 mila 612,38 euro – dovranno versare gli ex assessori Innocenzo Leontini, Carmelo Lo Monte, Fabio Granata e Michele Cimino. Una mazzata inattesa quella dei giudici di appello della Corte dei Conti, che in primo grado non aveva accolto le tesi del procuratore che aveva individuato un danno erariale di 37 milioni. Il danno alle casse della Regione invece c’ è stato, sebbene di “soli” 12 milioni. Il potenziamento del servizio di emergenza – ambulanze del 118 – in prossimità della Regionali 2006 è stato «arbitrario; senza alcuna preventiva verifica di utilità ed economicità, e nonostante il legislatore avesse previ stola non prorogabilità della convenzione oltre il 2005». L’ infornata di 1200 persone («quasi 400 autisti -soccorritori sono stati riqualificati per essere utilizzati come operatori sociosanitari al di fuori del 118», ha fatto sapere Mario Chisari, presidente della Seus, la società parte cipata della Regione che cogestisce il servizio di emergenza -urgenza) giunse a ridosso delle elezioni 2006 e ad essa concorsero in tanti, sotto il grande cappello protettivo di quella politica che oggi è chiamata a risarcire i danni: forze sociali, baroni delle professioni, ampi segmenti della burocra zia regionale e locale e sottogovernisti in servizio permanente. Ieri l’ ex presidente dell’ Ars Cascio, con gli on. Cimino e Scoma, ha commentato la sentenza definendola ingiusta. «Noi – affermanoi tre – in seno alle deliberazioni di quella Giunta abbiamo solo preso atto di una proposta dell’ allora assessore alla Sanità, Pistorio. Quindi non abbiamo avuto nulla a che fare con un coinvolgimento diretto nella questione. Lascia amareggiati che, dopo essere stati assolti in primo grado, con una sentenza della Corte dei Conti che respinge la fondatezza della questione, in appello non si tenga neppure conto della relazione istruttoria del dirigente del servizio ispettivo della finanza pubblica dello Stato, chiamato come perito di parte della Procura in prima grado». Di tutt’ altra natura il commento del Codacons: «Ancora una volta è stato dimostrato come in Sicilia i soldi pubblicivengano gestiti con sprezzo delle regole e del buonsenso», afferma Francesco Tanasi. «Appare chiaro come questi soldi debbano ora essere restituiti ai siciliani, attraverso una riduzione delle tasse o mediante un potenziamento dei servizi, come la sanità, che vedono la regione assai indietro rispetto alle altre realtà italiane».i.
francesco celi
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